DK10x40 - Tradimenti
Per non ripartire a freddo a Settembre, è meglio annotarci qualche motivo per farsi trovare già col dente avvelenato contro la Commissione von der Leyen.
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Prima che la stagione finisca, dobbiamo almeno iniziare a coprire un argomento che, io credo, la farà da padrone nella prossima: il tradimento dell'Unione da parte della Commissione di Ursula von der Leyen.
Sigla.
Avrete sicuramente sentito come la Commissione abbia richiesto al Parlamento una votazione d'urgenza sulla questione chatControl, riuscendo a farla passare.
Questo è un modo di raccontare la cosa senza dire in effetti niente, che ti garantisce un lavoro nei media, la benevolenza dell'editore e inviti a gettone nelle trasmissioni del cosiddetto "approfondimento".
Sul quale e sulle quali un asteroide non cadrà mai troppo presto, quindi vediamo di raccontare la cosa in un modo più informativo.
La Commissione ha sottoposto per due volte al Parlamento un provvedimento (l'infame "chatControl") teoricamente a tutela dei minori e contro la pedopornografia, che:
- non protegge i minori
- non combatte la pedopornografia
- istituzionalizza la sorveglianza di massa
Questo provvedimento non è stato chiesto da nessuno, se non dai lobbisti di BigTech, che vogliono ammantare di legalità la loro ignobile economia della sorveglianza, e i loro servi nella Commissione.
La proposta della Commissione è stata bocciata dal Parlamento, poi ripresentata in una forma se possibile peggiore, e bocciata di nuovo.
A questo punto la Commissione ha invocato una procedura d'urgenza per una materia che non ne aveva nessuna, nell'ultimo giorno di seduta del Parlamento prima della pausa estiva, al solo scopo di contabilizzare come "favorevoli" anche i voti degli assenti e degli astenuti, cosa che la procedura d'urgenza consente, riuscendo a far considerare approvato un provvedimento al quale la maggioranza dei parlamentari presenti ha votato contro per la terza volta.
Il risultato netto di questo provvedimento è che fino al 2028 Big Tech può controllare preventivamente tutti i contenuti che le vengono affidati, messaggi di testo, audio, video e immagini, con la scusa teorica del contrasto alla pedopornografia, e con due risultati pratici:
- permettere a BigTech di profilare l'intero continente per i propri interessi, cosa che peraltro sta facendo da sempre nella glaciale indifferenza della Commissione, e
- esternalizzare prerogative dello Stato ad attori privati, esterni all'Unione, perdipiù con interessi nemmeno velati.
A questo punto è doveroso chiedersi: in che squadra gioca la Commissione Europea? Perché questo è tradimento. In tempi più semplici, Principi e Re sono volati fuori dalla finestra o finiti al patibolo per meno di così.
Mettiamo assieme un po' di misfatti di questa Commissione di cialtroni, e non è un elenco esaustivo, sto solo andando a memoria, vediamo:
- quest'ultima decisione estorta al Parlamento su ChatControl;
- l'espansione del riconoscimento facciale da parte della polizia di frontiera con la scusa del problema dei migranti;
- il sacrificio degli interessi europei sull'altare di quelli statunitensi per quanto riguarda i dazi di Trump, l'Ucraina, la Russia, la Palestina e l'Iran, tutte crisi provocate dagli Stati Uniti e che danneggiano l'Unione;
- il rifiuto di riconoscere che la NATO è ormai esclusivamente lo strumento di una politica estera statunitense antitetica agli interessi europei;
- l'accettazione incondizionata dell'idea che l'Europa debba vedere l'incremento delle spese in armamenti come una priorità, ovviamente a tutto vantaggio dei produttori statunitensi, in assenza di una qualsiasi visione strategica, cioè per cosa e contro chi occorra spendere di più in armi;
e così via.
Ecco. Io vorrei cominciare a sentire qualcuno al difuori del Partito Pirata che queste questioni le prende a cuore, e mette all'ordine del giorno, guarda caso per la seconda volta, una mozione di sfiducia contro la von der Leyen e tutta la sua Commissione di russofobi e servi degli americani.
È ora che il Parlamento Europeo si dia una svegliata, e cominci a respingere a scarpate le infiltrazioni dei temi delle destre russofobe e dei servi degli USA nel cuore della politica europea. Non me ne frega niente se Merz deve far vedere che lui non è la Merkel.
Nel Parlamento Europeo ci sono menti di prima categoria, ma ancora troppi illusi che la situazione sia in un qualche modo ancora normale. Non lo è. La sola cosa si cui Statio Uniti, Russia e Cina sono d'accordo è che l'Unione Europea è un ostacolo alla loro oligarchia.
La risposta europea non può essere più spese militari, non è quello il terreno su cui possiamo avere un qualche peso. Il nostro peso è nelle nostre leggi, che gli oligarchi economici odiano come odiano ogni regola.
La risposta dell'Europa deve essere l'incremento, senza se e senza ma, delle capacità e delle azioni di enforcement delle regole che il Continente ha scelto di darsi, il GDPR, il DSA, il DMA, l'AI Act, e tutto il digital compact.
Su questo, poi, si può cominciare a parlare della tanto decantata sovranità digitale.
Sono stufo di leggere ogni giorno i piagnistei di oligopolisti sovvenzionati che passano per imprenditori geniali.
Voglio un'Europa che si svegli e dica con assoluta semplicità che, in Europa, le regole ce le scegliamo da soli.
E che quelle regole, in Europa, valgono per tutti.
Quindi auguro al Parlamento un'estate ritemprante. Perché a Settembre c'è da lavorare.
