DK11x01 - Siamo tutti Autistici/Inventati

Chi finanzia Trump (e Vance) ha bisogno di un potere autoritario per portare avanti la propria agenda. L'ordine mondiale basato sulle regole è finito, e non si torna indietro. Sganciarsi dall'Internet statunitense è necessario, e inevitabile.

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DK11x01 - Siamo tutti Autistici/Inventati
Photo by niu niu / Unsplash

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E allora, come è andata l'estate?

Io ho cercato di staccare la testa il più possibile, il che significa poco, fra un paio di magoni personali e quello che succede attorno.
Ma almeno mi sono goduto mia figlia, ho respirato molto, sono stato a mollo per ore come un dugongo, e ho mollato un paio di zavorre.

E francamente volevo riprendere con un minimo di gradualità, cercare, almeno le prime settimane, di non mettere mano proprio da subito alla mia fidata lista di invocazioni di divinità colpevolmente dimenticate dalla storia.

Ma niente, non ce la facciamo.

Uno si sveglia una mattina e scopre che Trump ha messo Autistici/Inventati nella lista degli Specially Designated Global Terrorist. Terroristi globali appositamente designati.

Sarebbe da dire che non è niente di nuovo, lo sfintere ambulante della Casa Bianca lo ha già fatto con la Corte Penale Internazionale; lo ha fatto con la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese.

Ma in effetti, c'è qualcosa di nuovo, perché per mettere sullo stesso piano Francesca Albanese dell'ONU, la Corte Penale Internazionale e Autistici/Inventati occorre essere in preda a delirio maniacale, o avere letame al posto della materia grigia.

Trattandosi di Trump, potrebbero essere vere entrambe le cose.

Siccome la copertura dei media italiani è stata a dir poco vergognosa, vorrei chiarire un paio di cose.

Alora: cosa facevano questi Terroristi Globali Appositamente Designati:

  • ...compivano attentati, omicidi, rapimenti, rapine per autofinanziarsi? No.
  • ...si organizzavano per la guerriglia? No.
  • ...organizzavamo campi di ispirazione paramilitare? No.
  • ...indicevano manifestazioni dove sfilavano in formazione chiusa scandendo slogan antidemocratici? No.

E allora che cazzo facevano sti terroristi globali?

Offrivano servizi di mail cifrata e hosting di siti Wordpress. In Italia. Come organizzazione di volontariato.

Io credo che, a meno di essere sotto acido o completamente dementi, la logica conclusione sia che Autistici/Inventati, con tutta la buona volontà, aveva la caratura internazionale e il profilo di rischio di un circolo ARCI.

Ora, la questione interessante non è "perché Trump se la prende con un collettivo di hacktivisti". Lo fa perché può, lo fa perché sa benissimo che basta dire "ma erano rossi" e il suo zoccolo duro di elettori gli dà automaticamente ragione, e lo fa perché a quelli che lo finanziano serve un presidente degli Stati Uniti autoritario per portare avanti la propria agenda millenarista, e non puoi essere autoritario se quello che fai ha legalmente senso.

Quindi, Trump se la prende con un'associazione di volontariato per far vedere che può, e Vance intanto si scalda in panchina dicendo in un'intervista che lui fa il lavoro di Dio, e che se questo dovesse portare alla fine dei tempi, a lui sta bene.

Non mi interessa discutere di Trump o di Vance. Quello che mi interessa siamo noi, in Italia e in Europa.

In Italia, non c'è stato un politico che abbia minimamente alzato la voce: non i fascisti del Terzo Millennio al governo, non il fascista da operetta. I nostri sovranisti celoduristi ammazzasette fanno tanto i maschioni, perlopiù senza accorgersi che sembrano Village People, ma quando vai a stringere sono dei Ken di Barbie.

La cosiddetta sinistra, invece, probabilmente sta ancora discutendo se dire davvero Autistici/Inventati, o usare la schwa o l'asterisco.

La stampa mainstream, da parte sua, si è limitata a prendere atto.

Chi non è stato a guardare, invece, è stata BancaEtica, che una settimana dopo l'Ordine Esecutivo di Trump ha sospeso il conto corrente di Autistici/Inventati, e tre giorni dopo ha invocato la rescissione unilaterale del contratto e ha direttamente sequestrato i fondi.

Così, de bbotto e senza senso.

A questo punto è utile precisare tre cose:

  1. Primo, Trump può fare tutti gli ordini esecutivi che vuole, ma un soggetto italiano che opera in Italia come Banca Etica non è soggetto alla legislazione statunitense;
  2. Secondo, la stessa Banca d'Italia spiega sul suo sito che anche se un ente viene inserito nella lista dei soggetti che il Tesoro USA sottopone a sanzioni, questo non costituisce automaticamente un obbligo di sequestro dei fondi, visto che, per l'Italia, fa testo la lista dei soggetti sottoposti a sanzioni finanziarie mantenuta dall'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia.
  3. Terzo, Banca Etica giustifica le proprie azioni con l'idea che garantire il servizio a Autistici/Inventati avrebbe potuto mettere a rischio tutti i suoi altri correntisti.
    Questa, ovviamente, è una stronzata.
  4. Quarto, i casi in cui sia stata sanzionata una banca si contano su una mano sola, e in quei casi la banca aveva favorito o coperto transazioni per decine o centinaia di milioni di euro. Non solo ma, a eccezione di una o due banche che erano a tutti gli effetti il braccio finanziario di una vera organizzazione terroristica, la banca se l'è sempre cavata con una multa.

Quindi, il management di BancaEtica ha semplicemente dimostrato di avere la statura etica di un verme, e spero che faccia la fine che merita.

E adesso parliamo un po' di noi.

Il caso di Francesca Albanese e della Corte Penale Internazionale hanno già portato un certo numero di Paesi europei a concludere che ogni infrastruttura in mano agli Stati Uniti è un rischio.

Le migrazioni di intere pubbliche amministrazioni da Windows a Linux, e da Microsoft Office a suite di software libero si stanno moltiplicando senza fare troppo rumore, ma quest'ultima uscita trumpiana dovrebbe fare svegliare proprio tutti.

Perché l'ordine esecutivo di Trump dice tre cose:

  • primo, se Autistici/Inventati può essere messo in una lista di terroristi internazionali senza che la Casa Bianca crolli per le risate del pubblico, allora chiunque può essere il prossimo, non importa che abbia un senso; siamo tutti Autistici/Inventati;
  • secondo, il nostro sistema finanziario non può dipendere dalle bizze del presidente USA di turno;
  • e terzo, il sistema internazionale basato sulle regole, se qualcuno ancora ci credeva, è morto e sepolto, e questo significa che la posizione standard dell'Europa non può più essere azzerbinarsi agli Stati Uniti. Se questo, incidentalmente, significa buttare a mare la Von der Leyen e la sua Commissione di servi, a me, come direbbe Vance, sta bene.

Che poi, se proprio vogliamo dirla tutta, Trump non ha nemmeno bisogno di etichettare qualcuno come terrorista: basta che si svegli storto e decida che l'azienda aeronautica canadese Bombardier non può più vendere negli USA se non produce negli USA, anche se Bombardier ha fabbriche in undici Stati USA e i suoi aerei montano motori made in USA.

Quindi occorre che, in ritardo di vent'anni ma camminando spediti, le nostre aziende comincino a prepararsi, perché ormai anche i sassi dovrebbero avere chiaro che non si torna più indietro.

L'Europa, intesa come Stati, aziende e cittadini, deve mettere in sicurezza per prima cosa il proprio sistema interbancario di pagamenti: ormai, dipendere da VISA e MasterCard è un rischio; e bisogna anche mettere in sicurezza SWIFT, che è di diritto belga, dalle ingerenze statunitensi.

Poi occorre riconoscere il cloud USA per l'idea colonialista che è sempre stata. Sono dieci anni che ripeto che il CLOUD Act significa che nessuna azienda USA può garantire la riservatezza dei dati. Adesso, finalmente, non sono più la sola voce nel deserto. Ma i dati delle nostra aziende, delle nostre scuole, delle nostre PA, sono ancora in mano a Microsoft, Google, e Amazon, grazie anche a Renzi che ha affidato a un direttore vendite di Amazon in aspettativa nientemeno che la digitalizzazione del Paese.

Una volta che i fondamentali sono in sicurezza, occorre sganciarsi dall'Internet statunitense: i registri dei domini .com, .org, .net sono tutti sotto controllo statunitense, i siti possono essere oscurati in 48 ore e, come abbiamo visto, per qualsiasi idiozia. Quindi, migrare sui domini nazionali, se poi vuole una dimensione sovranazionale si prende un .eu.

Poi lo zoccolo duro: sistemi operativi e suite d'ufficio. Qui si farà fatica, perché dopo trent'anni la gente non sa più "usare un compupter", sa dove fare clic in Windows e Office. Ma se la Francia può migrare l'intera pubblica amministrazione su Linux e fornitori non statunitensi, allora può farlo chiunque. Certo, occorre sapere cosa si sta facendo. Ma forse, a cercare bene, c'è ancora qualcuno che riesce a parlare senza chiedere prima cosa dire a chatGPT.

E le aziende? Beh, loro sono i campioni della libera iniziativa, no? Decidano. Il tempo delle discussioni sulla sovranità digitale è passato. Ora è il momento di costruirla, e non significa mettersi a creare "un Google e un Amazon, ma europei": un modello oligopolistico è comunque fragile. In Europa dobbiamo avere decine di fornitori, per creare un reale mercato, e fornitori interoperabili, per garantirne la resilienza sistemica.

...e un'altra cosa...

Come vi avevo promesso a Luglio, è stata un'estate di lotta.

Ma non tutte le battaglie si vincono, e la meravigliosa legislazione italiana sul diritto d'autore ha vinto quella per portare la ristampa del Weizenbaum al Linux Day di Pordenone il 24 ottobre. Non ci sarà nessuna ristampa per Ottobre.

In un'industria che vive della gestione dei diritti altrui, apparentemente la domanda più difficile è chiedere chi detiene i diritti di qualcosa. Da Pasqua in poi abbiamo scoperto che i diritti sul Weizenbaum non li ha Macmillan, non li ha Penguin UK, non li ha Penguin Italia. Uno di voi ci ha dato dei possibili contatti con i figli di Weizenbaum, tutti in America, ma una rapida indagine ha rilevato che l'opera non è nel database USA delle opere soggette a diritto d'autore.

Abbiamo provato anche con Suhrkamp Verlag a Berlino, che ha i diritti dell'edizione tedesca, ma loro apparentemente sono troppo cool per avere un ufficio diritti, e si appoggiano a una piattaforma particolare che al confronto l'INPS è un fulgido esempio di user experience.

A questo punto eravamo praticamente pronti per andare in stampa con un'edizione "sociale" senza fini di lucro, quando l'avvocato che ci aiutava si è accorto che non basta fare ricerche in buona fede per trovare chi abbia i diritti; non basta, non trovando nessuno, fare un'operazione no profit e impegnarsi per iscritto a tenere da parte i profitti per chi eventualmente abbia titolo a richiederli, non sia mai. No, si rischia pure il penale.

Quindi? Quindi 50% li mortacci loro e 50% tiremm'innanz.
Abbiamo avviato le procedure per la riedizione di un'opera orfana, il che però richiede l'intervento di una biblioteca pubblica e una procedura lentissima che prevede anche 60 giorni di preavviso al Ministero, manco fosse un matrimonio.

Ringrazio le professoresse Maria Chiara Pievatolo, e Daniela Tafani, dell'Università di Siena, che hanno condiviso con noi l'esperienza di avere provato, anche loro fallendo, a fare la stessa cosa anni fa, e che ci guidano nei meandri della procedura ministeriale.

Il che ci porterà, con ogni probabilità, alla tarda primavera 2027. Ma il 60mo di ELIZA e il 50mo del libro cadono quest'anno.
E quindi a Pordenone ci sarà in carta e epub una specie di "guida alla lettura" con i miei commenti ai passaggi più attuali, senza citare, dio non voglia, più del 15% del materiale originale, che sennò poi Gesù piange.

Giuro che il primo editore che sento lamentarsi della vita grama che fanno, gli insulto sette generazioni di avi.

La battaglia continua, e a Ottobre vedremo una luce in fondo al tunnel, e non sarà un treno.

Questo era DataKnightmare. Io sono Walter Vannini, la voce che nessun modello ha generato è di Alessia Racci Chini.

Per oggi è tutto, alla prossima.