DK 10x35 - Partecipazione alle perdite

Bernie Sanders, Sam Altman e Donald Trump sono d'accordo su una cosa: lo Stato dovrebbe avere una partecipazione diretta nei capitali delle aziende della cosiddetta "Intelligenza Artificiale". TL;DR: che gli dèi ci proteggano.

Share
DK 10x35 - Partecipazione alle perdite
Photo by rc.xyz NFT gallery / Unsplash

Ascolta l'episodio su Spreaker.com

La puntata di oggi parte da una segnalazione dell'infaticabile Daniele, che non permette mai che io vada in ipomadonio, che ormai c'ho un'età.

Quindi grazie Daniele, la notizia è questa: Trump e Sam Altman, assieme nientepopodimeno che a Bernie Sanders, stanno lavorando su un'idea meravigliosa: una partecipazione pubblica al capitale delle aziende della cosiddetta "Intelligenza Artificiale" (Fortune).

TL;DR: Che gli dèi ci proteggano.

Sigla.

Bernie Sanders, l'arzillo senatore socialdemocratico del Vermont, ha lanciato un'idea meravigliosa, talmente meravigliosa che raccoglie il consenso di Sam Altman e di Trump, perfino.
Un'idea così, rischiamo di vederla realizzata.

Usiamo le parole dello stesso Sanders, sul New York Times:

L'intelligenza artificiale sarà quasi certamente la tecnologia più rivoluzionaria nella storia del mondo. Influirà profondamente sulla vita di ogni uomo, donna e bambino nel nostro Paese. Porterà (e sta già portando) cambiamenti inimmaginabili alla nostra economia, alla nostra democrazia, al nostro benessere emotivo, al nostro ambiente e al modo in cui educhiamo e cresciamo i nostri figli. Inoltre, esiste il timore molto concreto che, man mano che l’intelligenza artificiale diventerà più intelligente degli esseri umani, possa alla fine funzionare in modo indipendente, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.
(New York Times, 01 Giugno 2026)

Ora. Questa non è un'opinione: a parte quel "quasi certamente" che porta un sacco di peso, è la proposizione di vendita di ogni azienda della cosiddetta "Intelligenza Artificiale", qualcosa su cui negli ultimi cinque anni è stata dispiegata la più fenomenale operazione di marketing e propaganda della storia. L'idea che tutto cambierà perché ora ci sono i modelli linguistici è, nel migliore dei casi, ancora tutta da dimostrare.

Secondo. I meravigliosi guadagni sono del tutto immaginari, e fanno anch'essi parte della proposizione di vendita. Al momento in cui scrivo, la cosiddetta "industria" (si sentono le virgolette?) della cosiddetta "Intelligenza Artificiale", cioè per essere precisi dei modelli linguistici, meno l'unico fornitore, NVIDIA, ha speso 1200 miliardi di dollari, a fronte di 135 miliardi di introiti, e offre ogni livello di abbonamento in perdita. In altre parole, i "cambiamenti inimmaginabili" partono con 1065 miliardi di dollari di perdite.

Terzo. I pericoli della "IA che funzionerà in modo indipendente" sono la manovra di marketing con cui gli AI bro vogliono farsi grossi: è chiaro che se qualcosa minaccia l'umanità intera è una cosa seria e importante. Purtroppo, i modelli linguistici non sono né l'una né l'altra cosa, e le minacce esistenziali esistono soltanto nei trip sotto chimica degli AI bro. Non so cosa si fumino, ma a giudicare dagli effetti, è comprovabilmente roba troppo forte per loro.

Andiamo avanti con le parole di Sanders:

Poiché l'intelligenza artificiale si fonda sul sapere collettivo dell'umanità, la ricchezza che essa genera deve andare a beneficio dell'umanità. Non solo del signor Musk, del signor Altman, di Dario Amodei e di altri magnati le cui aziende sono posizionate per dominare il settore. Non solo dei venture capitalist della Silicon Valley o dei gestori finanziari di Wall Street che, senza dubbio, vedono l'intelligenza artificiale come la prossima grande macchina per la creazione di ricchezza.
(New York Times, 01 Giugno 2026)

OK. L'idea che i modelli linguistici siano stati costruiti acquisendo forzatamente il materiale di chiunque, senza un centesimo di negoziazione o di diritti, è almeno finalmente un fatto. Si è trattato di una pura e semplice estrazione di ricchezza di tipo coloniale.

Ma il fatto che siccome i modelli linguistici sono stati costruiti sulla somma complessiva delle conoscenze umane, allora gli statunitensi hanno il diritto al 50%, è un'idea altrettanto coloniale. Chi se ne stracatrafotte se al mondo ci sono sei miliardi di utenti Internet e otto miliardi di persone. L'importante è che l'umanità rappresentata da trecento milioni di statunitensi ne tragga profitto.

pausa

Dopo una vita in politica, Sanders non sembra avere uno stagista, un consigliere, un amico, come direbbe Luca Bizzarri, capace di ispirargli un attimo di riflessione, o almeno di dirgli che ripetere a pappagallo i lanci stampa delle multinazionali non è una buona base per una politica, men che meno socialdemocratica.

Sia come sia, Sanders continua senza nemmeno prendere fiato.

Ecco perché presenterò a breve l’American AI Sovereign Wealth Fund Act (Atto per il Fondo Sovrano sull'Intelligenza Artificiale). Questa legge, se approvata, consentirà ai cittadini americani di acquisire una partecipazione diretta nelle maggiori aziende di intelligenza artificiale del nostro Paese. In che modo? Verrà istituito un fondo sovrano attraverso un’imposta una tantum del 50 per cento; pagata non con i profitti di OpenAI, Anthropic, xAI e altre aziende, ma con qualcosa di ben più prezioso: le azioni.
(New York Times, 01 Giugno 2026)

L'idea di Sanders si chiama nazionalizzazione. In tempi normali, Sanders avrebbe già avuto un tragico incidente d'auto o un improvviso infarto prima che a Langley fosse l'ora dell'aperitivo. Ma non viviamo in tempi normali.

E infatti, non solo Sanders è vivo e vegeto, ma Sam Altman ha richiesto e ottenuto un incontro a due per parlare dell'idea, e Trump stesso, a bordo dell'Air Force One, ha detto ai cronisti che l'idea è sul tavolo e che riceverà a breve i vari Musk, Altman e Amodei.

Il cronista della Associated Press l'ha messa lì piano:

"C'è qualcosa di molto interessante nell'idea, diventa quasi una compartecipazione con il pubblico Americano" ha detto venerdì Trump, un Repubblicano.
Associated Press, 6 Giugno 2026

Quando i cronisti gli hanno fatto notare che Sanders si definisce socialdemocratico, che per inciso negli Stati Uniti è eresia pura, Trump ha ribattuto che la propria base e quella di Sanders, sulle questioni di economia non sono poi così distanti.

Grande è la confusione sotto il cielo.

La cosa divertente è che l'unica timida obiezione l'ha sollevata Altman, che ha detto di non essere proprio d'accordo sulla percentuale del 50%. Che tenero.

Vediamo di ragionare un po'.

pausa

Sono mesi che i vari Altman, Musk, Amodei si alternano in una settimana-tipo:

  • il lunedì uno a caso dice che non è sicuro che il proprio modello linguistico non sia diventato senziente, e se non lo è adesso, di sicuro lo diventa entro uno o due anni;
  • il martedì un altro ribatte che c'è la possibilità tangibile che la cosiddetta "Intelligenza Artificiale" annienti l'umanità, ma nel frattempo per tre o cinque anni gli Stati Uniti avranno aziende all'avanguardia;
  • mercoledì il terzo dice che il secondo esagera ma che certamente l'industria della "Intelligenza Artificiale" è troppo importante e produrrà troppa ricchezza perché lo Stato stesso non se ne occupi in prima persona;
  • giovedì gnocchi;
  • venerdì Jensen Huang annuncia una nuova scheda dedicata che consuma solo un Megawatt invece dei due del modello precedente, così i data center possono comprare il doppio delle schede a parità di consumi.

Questa manfrina sta andando avanti da almeno un anno. Uno potrebbe pensare che a lungo andare qualcuno si accorga che ripetono sempre la stessa storia spostando in là i paletti temporali, e invece no. Apparentemente Sanders si beve tutta la storia e gli piace talmente da pensare di farci una legge ad hoc.

Ora, gli Stati Uniti sono un Paese dove se parli di sanità pubblica ti danno del comunista.

Arriva Sanders, propone di nazionalizzare il 50% dei giganti della cosiddetta "Intelligenza Artificiale" e non solo nessuno fiata, ma uno dei suddetti giganti e il presidente più intrallazzato business-friendly che si sia mai visto si dicono sostanzialmente d'accordo.

Sono solo io a pensare che i conti non tornano?

Che Trump possa essere d'accordo lo spiego col fatto che per lui "l'État c'est moi", quindi per Trump una partecipazione pubblica è una partecipazione di Trump.

Che Altman possa essere d'accordo lo spiego ancora più semplicemente: OpenAI ha più di 500 miliardi di dollari di debiti, e Sanders si sta offrendo di accollarne metà al popolo americano in cambio di una partecipazione nell'età dell'oro che la cosiddetta "Intelligenza Artificiale" promette entro cinque anni da cinque anni a questa parte.

Altman, ovviamente è un venditore di fumo ma non è scemo: e infatti ha detto che dell'idea di Sanders non gli piace solo la percentuale, perché il 50% vorrebbe dire che Altman non potrebbe più fare il bello e il cattivo tempo.

Altman è quello che fra le tante cose ha detto che openAI non può essere considerata un'azienda normale perché, parole sue, "siamo qui per il futuro glorioso".

E Altman è stato anche silurato per la quantità di balle che raccontava al proprio consiglio di amministrazione, prima che i soldi di Microsoft facessero tornare lui e dimettere tutti gli altri.

Altman sa benissimo che, anche con una partecipazione minoritaria, avere lo Zio Sam dalla propria parte significherebbe fiducia degli investitori al massimo e linee di credito sempre aperte, tanto paga Pantalone.

Continuo invece a non capire cosa ci trovi Sanders di geniale in quest'idea.

Per il contribuente, una partecipazione dello Stato nell'industria della cosiddetta "Intelligenza Artificiale" significa accollarsi, oggi, il 50% di 500 miliardi di debiti. Certo, poi nel futuro glorioso l'Intelligenza Artificiale ci renderà tutti ricchi (e pure biondi, giovani e con una minchia tanta), ma i miliardi di debiti sono qui oggi, ai guadagni (e al resto) ci crederemo quando li vedremo.

A me, lo sapete, la mitologica "mano invisibile del mercato", sembra sempre una favola per gli ingenui. Ma se come dicono i fan il mercato riesce benissimo a separare gli stupidi dal loro denaro, allora per questa volta opterei per un laissez faire in puro stile liberista. Niente partecipazioni agli utili immaginari, niente sostegni ai debiti reali, soprattutto niente salvataggi quando i creditori presenteranno le cambiali per cinquecento miliardi.

Lasciamo che i patetici buffoni che si atteggiano a grandi innovatori facciano i conti con quella libertà di impresa (che significa libertà di fallire) che sono così rapidi a invocare per le imprese degli altri.

Ricordate i cigolii di un paio di episodi fa? L'offerta pubblica di acquisto di SpaceX cigola già rumorosamente, e a cavallo del weekend pure OpenAI presenta la propria. Ma se gli investitori hanno già dei dubbi sull'offerta di Musk, che è un cialtrone, ma sta sul palco come nessun altro, l'aria non è buona.

Sanders dovrebbe mettersi il cuore in pace. Se vuole nazionalizzare qualcosa, provasse con Google Cloud Platform e AWS, che sono ormai a tutti gli effetti infrastruttura di interesse pubblico, e lasciasse la cosiddetta "Intelligenza Artificiale" ai sogni di un branco di bolsi quarantacinquantenni con la visione di un adolescente negli anni '70.