DK9x19 - Benvenuti nel mondo nuovo

Un mese di Trump è bastato per fare piazza pulita dei baluardi concettuali usciti dalla seconda guerra mondiale: l'Occidente e la NATO.  L'Occidente è ora solo l'Europa, e la NATO è poco più di un'etichetta. Pazzesco, ma il solo senso dell'Europa ora è solo essere all'altezza del mondo nuovo.

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DK9x19 - Benvenuti nel mondo nuovo
Photo by Hartono Creative Studio / Unsplash

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È difficile trovare chiavi di lettura della realtà quando non è chiaro cosa sia reale, ma ultimamente viene da chiedersi se ogni volta che sbattiamo gli occhi non ci troviamo in un posto differente nel multiverso.

Sigla.

La BBC qualche settimana fa ha disdetto il proprio contratto con Apple Intelligence, che come sapete è un rebranding dei tool di OpenAI, per la generazione automatica di titoli e notizie brevi a causa della assoluta mancanza di affidabilità dello strumento che, fra le altre cose, aveva generato la notizia falsa secondo la quale Mangione, quello che ha freddato a colpi di pistola il CEO di un'assicurazione in una strada di New York, si fosse tolto la vita in cella.

Nello stesso universo, che però sembra un universo parallelo, The Guardian e il New York Times firmano un contratto con OpenAI per la produzione di contenuti.

Metà del mondo si interroga ancora se quello di Musk alla festa per Trump fosse un saluto romano eseguito con la grazia di uno scimmione ubriaco oppure no, e alla convention dei conservatori USA Bannon ne fa uno uguale, ma più composto.

Per quel gesto, il leader dell'estrema destra francese cancella la propria partecipazione, e la prima ministra italiana Meloni partecipa comunque da remoto perché evidentemente per lei un saluto romano non è un problema.

La Munich Security Conference a monaco di Baviera viene annunciata per ribadire l'unità del patto transatlantico contro la brutale aggressione russa in Ucraina, e il vicepresidente Vance apre i lavori facendo capire che il patto trans Atlantico esiste mai soltanto nella mente degli europei e che il problema dell'Ucraina verrà risolto con un accordo privato fra le due potenze imperiali USA e Russia, nascendo fuori da un lato i diretti interessati, cioè gli ucraini, e dall'altro gli ultimi rimasti a credere nella versione americana del sistema mondiale basato sulle regole, e cioè gli europei.

Dal canto suo, Trump fa capire chiaramente cosa intende il sistema mondiale basato sulle regole, dicendo chiaro e tondo che si aspetta dall'Ucraina una fornitura di 500 miliardi in minerali come pagamento per l'assistenza militare fornita sotto l'egida della protezione del diritto fondamentale dei popoli all'autodeterminazione.

Sempre negli Stati Uniti, l'ormai mitologico Dipartimento per l'efficienza governativa, doge, per voce del suo direttore, Mask, pone a centinaia di migliaia di dipendenti di agenzie federali la domanda forse meno efficiente e più deficiente che un manager possa presentare ai propri sottoposti: ditemi cosa avete fatto settimana scorsa.

In tutto questo, la cosa che mi lascia più perplesso sono tutti quelli che si chiedono cosa stia succedendo.

Per come la vedo io, la sola cosa che sta succedendo è che gli Stati Uniti, con l'elezione di Trump, hanno smesso di travestire le loro politiche imperiali dei toni aulici dei diritti e della democrazia e sono passati a un atteggiamento più sfacciato e più efficiente, cioè di dire le cose semplicemente come stanno: noi siamo i più grossi, e decidiamo cosa si fa assieme agli altri più grossi.

Atteggiamento che in un colpo solo fa carne di porco dell'Nato e dell'idea stessa di Occidente come ce l'hanno sempre presentata.

Non c'è nessun sistema di valori condivisi, non c'è alcun patto di assistenza militare fra stati fratelli, ci sono gli Stati Uniti da una parte, e dall'altra stati clienti che devono pagare il loro tributo mantenendo il dollaro come moneta di riserva internazionale, acquistando debito americano, dedicando il 5% del loro PIL a spese militari, ovviamente made in USA o, in alternativa, fornendo graziosamente le proprie materie prime.

Da tutto questo la politica della Von Der Leyen esce completamente distrutta. Un'Europa sdraiata sugli interessi e le iniziative statunitensi, che ha lasciato deteriorare la situazione in Ucraina fino al conflitto e, una volta iniziato, è rimasta sdraiata sull'idea folle che l'unica uscita possibile fosse la sconfitta dura e inequivocabile di Mosca, senza pensare per un momento a chi facesse comodo una guerra sul suolo europeo che metteva in ginocchio l'economia europea.

Beh, adesso lo vediamo. Fra Trump e Putin non si capisce chi gongoli di più.

Ora, capiamoci. Si può essere stupidi. Si può essere anche molto stupidi. Siamo umani, dopotutto.

Ma non c'è alcun obbligo di rimanere stupidi. Proprio perché siamo esseri umani, possiamo anche cambiare idea. E sarebbe proprio il caso che l'Europa capisse che continuare a giocare alla fedele provincia dell'Impero non è nel proprio interesse.

Tra l'altro, i sondaggi di queste settimane ci dicono che questa cosa gli europei l'hanno già capita e vedono gli Stati Uniti non più come un alleato, ma come un partner necessario chissà quanto ci vorrà, perché qualche politico capisca anche lui.

Adesso Trump si sta concentrando sull'Ucraina perché è la cosa più facile. Lui e Putin possono letteralmente mettersi d'accordo in cinque minuti. Tanto i problemi che restano sul tavolo se li dovranno smazzare europei e ucraini, tanto di guadagnato, meno competizione.

Ma molto presto, e intendo molto presto, quei volti opachi ma famelici che erano in prima fila all'inaugurazione di Trump, i Bezos, i Nadella, Zuckerberg, Pichai, Musk stesso, anche se in questi giorni è impegnato a fare il buffone, verranno a battere cassa per le centinaia di milioni che hanno versato nelle casse elettorali di Trump.

E hanno tutti già detto che vedono i regolamenti europei come una ingerenza indebita nei loro affari, come una forma di protezionismo, come fossero dazi.

A questo come vogliamo che risponda l'Europa, dicendo che va tutto bene, che scherzavamo, che le leggi sul digitale che abbiamo varato contro la concentrazione monopolistica, per la qualità dei servizi, per la difesa delle fonti di informazione, sono opzionali per le aziende USA?

Il mio punto è molto semplice. Se le regole del gioco le decidono a Washington, è inutile parlare di industria europea del digitale. Le regole di Washington sono disegnate per le imprese USA, per le loro dimensioni e per il loro modus operandi.

E se buttiamo a mare l'europa digitale, tanto varrebbe firmare noi per essere annessi agli USA. E qualcuno magari ci starebbe pure, pensando di diventare sedersi accanto a New York o alla California, quando invece il nostro vicino di posto sarebbe Puerto Rico.

Oggi in Germania si vota. L'immancabile Musk, da par suo, non ha mancato di ribadire il suo appoggio ai neofascisti di AfD. Quindi domani vedremo come l'hanno presa i tedeschi, e che tipo di Europa si prepara per i prossimi anni.

Io, personalmente, vorrei vedere qualche schiena dritta in più, così, per cambiare.