DK9x18 - Tutto il potere ai pirla!
Mentre Trump fa le sceneggiate sui massimi sistemi, gli algopirla di Musk sciamano illegalmente dei database delle agenzie federali, tagliando voci di spesa che non capiscono ma che si fanno spiegare dalle IA. È un colpo di stato? Non lo so. C'è da essere molto preoccupati.
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Saluti da Monaco. No, non ero lì dove c'è stato l'attentato. All'età che ho, con tutti i bei cantieri che ci sono in giro per la città, vi pare che seguo una manifestazione? Comunque grazie a chi si è informato.
Veniamo a noi.
Non mi è chiaro chi, fra Musk e Trump, sia l'utile idiota. Viste le rispettive uscite, vedo molto possibile un'alternanza.
Sigla.
Di sicuro mai come in questi giorni è vera la massima di Douglas Adams secondo la quale il vero compito dell'Imperatore Galattico non è di esercitare il potere, ma di distrarre l'attenzione da chi lo esercita. E anche qui vediamo un interessante pas de deux.
Così da una parte Trump fa parlare tutti su come vuole trasformare Gaza in un resort di lusso, comprare la Groenlandia, annettere il Canada, occupare il canale di Panama, e poi tomo tomo cacchio cacchio si accorda con Putin sull'Ucraina.
Dall'altra, Musk fra una comparsata nello Studio Ovale e un delirio su X sguinzaglia i soui algopirla nelle agenzie federali, con l'obiettivo ufficiale di ridurre i costi della macchina statale e aumentarne l'efficienza.
Oggi parliamo della seconda cosa, perché qui a Monaco c'è la Munich Security Conference dove Stati Uniti e Russia stabiliranno l'opinione della UE sull'Ucraina, e quindi ne parliamo la prossima volta.
Musk e i suoi algopirla, quindi. A quello che sappiamo, una ciurma di ragazzotti sulla ventina, con credenziali di tutto rispetto tipo "stagista", ha acquisito diritti di amministratore su una quantità di sistemi informatici federali, a volte estromettendo dirigenti di carriera e cominciando a tagliare a destra e a manca
- senza mandato del Congresso,
- senza autorizzazioni di sicurezza
- e senza alcun tipo di responsabilità.
Sappiamo che hanno acquisito un livello completo di accesso al sistema federale di pagamenti, e a quello della gestione del personale federale. Inizialmente si è detto che avessero una accesso in sola lettura, salvo poi scoprire che non era vero.
Per non farsi mancare niente, pare che usino i soliti LLM per farsi un'idea di cosa hanno per le mani e di quali spese si possano tagliare.
Sempre per la serie distrazioni, Musk si è perfino divertito a proporre via email una buonuscita di sei mesi di stipendio a a tutti i dipendenti delle agenzie governative che volessero rassegnare immediatamente le dimissioni.
Fra queste agenzie c'era la CIA, per dire.
Incidentalmente, siccome ormai sono trascorsi alcuni giorni, è ragionevole aspettarsi che Musk disponga di una copia completa o quasi degli archivi, almeno di quelli che gil interessano; questo significa
- tutti i dati personali, sanitari e bancari di ogni impiegato del governo federale,
- e tutti i dati economici di chiunque abbia mai avuto un contratto con il governo USA,
- incluse ovviamente tutte le aziende che fanno concorrenza a quelle di Musk.
Questa non è storicamente una novità, ma è una cosa di una gravità assoluta.
E in Europa possiamo capirlo perché sappiamo cosa si può fare mettendo le mani negli archivi.
Per questo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, alcuni stati hanno stabilito per legge che in caso di invasione gli archivi dell'anagrafe debbano essere distrutti pur di non rischiare di cadere nelle mani sbagliate.
Carole Cadwalladr sul Guardian dice che siamo di fronte a un colpo di Stato; forse sì, ma di sicuro con l'avvertimento di Marx che la storia si ripete, prima come tragedia e poi come farsa. Centootto anni fa le Guardie Rosse, oggi gli algopirla.
Di sicuro le conseguenze di queste scorribande non tarderanno a farsi notare, e si trascineranno per anni.
pausa
Ora, possiamo dire un paio di cose.
Il DOGE non è un vero dipartimento, Musk non è un vero dipendente statale, né lo sono gli algopirla che ha disseminato a fare disastri nelle varie agenzie.
Questo significa che nessuno di loro rispetta gli obblighi di responsabilità, trasparenza, e libertà da conflitti di interesse di chiunque sia nella loro posizione.
A norma di Costituzione, poi, Musk non ha nemmeno il mandato del Congresso per sindacare su fondi sui quali solo il Congresso può decidere, con buona pace della promessa elettorale di tagliare 2mila miliardi di dollari dal bilancio federale.
Gli algopirla di Musk sono degli scappati di casa, bittaroli senza esperienza (ma come miocuggino con tanta passione per il computer), senza competenze e senza le credenziali di sicurezza per potersi nemmeno avvicinare ai sistemi di cui hanno acquisito pieni diritti.
Già solo questi fatti ci dicono che tutto quello che Musk sta facendo è all'insegna dell'illegalità più assoluta, e che lui e i suoi compagni di merende non dovrebbero nemmeno potersi loggare a un sistema informativo federale.
La cosa curiosa è che, nel Paese con quasi 400 milioni di pistole in circolazione, dove il 42% delle famiglie ha almeno un'arma da fuoco, e dove se fai scoppiare il pallone della cingomma mentre passeggi ti trovi in corpo mezzo chilo di piombo, nessuno abbia avuto l'idea di accogliere gli algopirla di Musk non dico a fucilate, ma almeno a calci in culo o, se proprio vogliamo essere civili, con un fermo e insindacabile diniego.
Per come la vedo io la differenza è questa: l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 era un tentativo di insurrezione tradizionale, un attacco all'autorità e al potere costituiti.
Cialtronesco e velleitario quanto si vuole, ma almeno riconoscibile come tale, e infatti ha causato l'intervento della polizia e un certo numero di arresti e condanne penali, tutte appena perdonate da Trump.
Ma gli algopirla del DOGE non stanno assaltando il Campidoglio. Stanno mettendo le mani sui database. E lo stanno facendo con una sfrontatezza e una rapidità contro le quali il ricorso giudiziario farà troppo poco e troppo tardi.
Quand'anche la Corte Suprema dovesse estromettere gli algopirla e riassegnare tutte le credenziali di amministratore, ci vorrebbero anni di analisi informatica forense per assicurarsi che non si siano lasciati dietro backdoor o trappole a tempo. E quanto ai dati, sa Dio quanti ne abbiano già copiati e distribuiti a chi di dovere.
Il tutto mentre il resto della Silicon Valley non solo sta a guardare lo scempio, ma fa il tifo. Niente meno che Larry Ellison ha deto pubblicamente che i dati su cui DOGE ha messo le mani dovrebbero essere consolidati e usati come materiale di training per le intelligenze artificiali.
Quello a cui stiamo assistendo è la presa del potere senza toccare l'autorità. Musk e i suoi algopirla non sono eletti, non sono impiegati statali, non sono niente, non hanno alcuna autorità.
Ma hanno il controllo dei database, cioè hanno il vero potere.
Credo sia stato un Rothschild a dire "non mi importa chi governa un Paese, mi basta il potere di battere la sua moneta", ora non ricordo le parole esatte. L'idea è che il Governo ha l'autorità e la legittimità, ma il vero potere ce l'ha chi ha in mano la cassa.
Con Musk stiamo vedendo qualcosa di simile. Trump ha mosso mari e monti e fatto promesse per anni per tornare a essere presidente, e appena insediato ha comincato a firmare ordini esecutivi come se non ci fosse un domani.
Musk ha pagato la benzina per salire sul carro del vincitore, e finite le cerimonie si è messo a fare il cazzo che gli pare.
Ora, in una Casa Bianca che ha visto inquilini della levatura di Bush il Minore, Trump non è certamente il primo imbecille a sedersi nello Studio Ovale.
Ma un imbecille eletto è mille volte meno pericoloso di un imbecille non eletto lasciato libero di fare quel che vuole.
Quello cui stiamo assistendo, io credo, è la liquefazione dell'Impero e, soprattutto, l'arrivo al potere di una tecnocrazia dei dati che, da Cambridge Analytica allo sterminio dei Rohingia ha già dimostrato di rispondere soltanto alla logica del proprio privatissimo profitto.
Che Musk riduca o no il budget federale è del tutto immateriale. Il punto è che ha messo le mani su montagne di dati che userà a proprio esclusivo vantaggio. E forse nemmeno troppo esclusivo, tutto il resto della Silicon Valley è già alla porta con il libretto degli assegni in mano, non è che questo mi consoli.
Certo la reazione del potere tradizionale ci sarà, le corti si stanno intasando di denunce per... violazione della privacy.
Ma vi rendete conto? Musk mette le mani sul database dell'Office of Personnel Management e tutto quello che gli imputano sarebbe la violazione della privacy, una cosa che Trump rimette a posto con una firma?
Se tutto quello che la più grande democrazia del mondo sa contrapporre a una effettiva presa di potere stragiudiziale è la violazione della privacy, gli americani possono chiudere baracca e burattini e chiedere asilo in Canada.
Questa storia deve obbligare tutti a capire che i dati non sono il nuovo petrolio, non sono una commodity, i dati sono persone. La privacy tutela soltanto dagli abusi di persone non autorizzate, e non non serve a niente senza una protezione effettiva dei dati personali da qualsiasi tipo di uso non lecito da parte di chiunque.
Musk ha i dati per potere decidere su chiunque, ricattare chiunque, vincere qualsiasi commessa. Un potere del genere è già pericoloso nelle mani di un'autorità costituita, nelle mani di un privato con l'età emotiva di un tredicenne, notoriamente sotto psicofarmaci, è una bomba atomica.
Non solo le Corti USA dovranno decidere in fretta e senza mezzi termini: dovranno andare molto al di là dell'ovvio per garantire che i dati acquisiti non siano condivisi, rivenduti, né riutilizzati da nessuno per nessuna finalità, e per esigerne la cancellazione dovunque siano finiti.
E dovranno imporre agli algopirla del DOGE, Musk in testa, gli stessi controlli di competenza e sicurezza, e la stessa assunzione di responsabilità di qualsiasi altro dipendente federale in una posizione analoga.
L'alternativa è un'America che vota per investire di autorità un presidente, quando poi ogni effettivo potere viene gestito da privati non eletti che rispondono solo ai propri interessi.
Non so voi, io sono un pochino preoccupato.
