DK9x17 - Arriva il Babau, parte 2
Per parafrasare Nick Carter, l'ultimo spenga il wifi. Quindi seduto sugli scatoloni ma come promesso oggi, 32 gennaio, ecco l'ultimo episodio del mese, la seconda parte dell'arrivo del Babau. Oggi parliamo di DeepSeeek.
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E pensavate che non parlassi di DeepSeek? Faccio un trasloco, non ho le fette di prosciutto sugli occhi.
Sigla.
C'è qualcosa di sublime nel vedere quel cialtrone di Sam "OpenAI non può essere un'azienda normale, noi siamo qui per il futuro glorioso" Altman lamentarsi perché una sconosciuta startup cinese forse ha rubato i dati che OpenAI ha rubato a tutto il mondo.
Il contrappasso è grande. Ma la cosa secondo me più interessante è che DeepSeek ha fatto carne di porco della narrativa che tutti i media hanno pompato per gli ultimi due anni, secondo la quale l'Intelligenza Artificiale era una corsa a chi metteva più soldi, più GPU, più data center.
Non uno che si facesse venire il dubbio che quella narrativa serviva per dire "se non sei un gigante USA del digitale, l'IA te la sogni" e per costruire un oligopolio.
Beh, ora tutti sanno che il Re è nudo, e che strumenti comparabili a quelli di OpenAI, Google e Anthropic si possono produrre con il 90% delle risorse in meno, in un Paese sottoposto a embargo tecnologico. Il trucco sta nel æ¸÷÷÷ progettare per l'efficienza, e non per dimostrare che servono investimenti sempre maggiori.
Cosa farà ora Altman, che voleva raccogliere milleduecento miliardi di dollari per produrre chip avanzati senza i quali l'IA non si poteva fare? E Microsoft, che ha comprato la centrale nucleare di Three Mile Island per assicurarsi abbastanza corrente per i suoi datacenter?
Ve lo dico, la notizia di DeepSeek, oltre a farmi ridere per giorni, mi ha proprio messo di buonumore. È bellissimo vedere questi cialtroni che passano per imprenditori, la cui sola abilità è farsi finanziare, rimessi in riga da gente che lavora sul serio.
Meglio di così ci sarebbe solo Altman che deve chiudere baracca e burattini e scappare inseguito dai creditori; dovesse mai succedere, accendo un cero alla Vergine. Ma le conseguenze del principio di Archimede ci garantiscono che non succederà. E vabbé.
Ma intanto godiamoci la scena. Le aziende dell'IA hanno perso solo lunedì più di mille miliardi di dollari di capitalizzazione in Borsa. Chiunque voglia spiegare in che modo si possono perdere mille miliardi di dollari di valore in un giorno senza essere una bolla che inizia a sgonfiarsi, si faccia avanti.
Un'altra cosa divertente è che non finisce qui. DeepSeek sta stracciando i giganti di big tech al loro stesso gioco, due volte. Prima, dimostrando che davvero, l'innovazione vince. E big tech ha smesso di innovare vent'anni fa, quando è diventata un oligopolio.
E la seconda volta puntando sull'open source. Alla faccia di openAI che è open solo a parole.
Francamente, tutto il resto sono dettagli. Certo, anche DeepSeek non è completamente open source, si può avere il codice far funzionare il modello ma non il codice del modello; si possono avere i pesi ma non i dati di training. Embè?
Il punto è che chi voglia davvero sperimentare può davvero farlo, e senza svenarsi.
Certo c'era già LLama di META, open source anche lui, ma primitivo. DeepSeek invece si batte alla pari con le ultime versioni di openAI e Anthropic, che open source non sono, e che in SAAS costano circa due ordini di grandezza di più. Ciàpa.
Questo significa una cosa sola: tutti proveranno qualcosa in casa, senza troppo sbatti, e questo porterà a un risultato che per me è inevitabile: la bolla si sgonfierà.
Si sgonfierà perché tutti potranno vedere che ci sono dei casi d'uso limitati in cui i modelli linguistici possono servire a qualcosa, a patto che costino il minimo, ma che non siamo di fronte a nessuno sconvolgimento, nessuna rivoluzione epocale. Le ultime ricerche dicono che i guadagni in produttività dalla IA sono attorno allo 0,5%.
Bruscolini.
E stavolta tutti potranno accorgersene perché non dovranno giustificare investimenti assurdi contro ogni evidenza, e quindi non rischieranno di darsi automaticamente dei deficienti se accettano la realtà di fatto.
Come dice sempre Quintarelli, è la IA noiosa quella su cui puntare. E i venditori di fumo alla Altman dovranno trovare altri polli.
Certo, non siamo al redde rationem. Non vedremo i capi di BigTech scendere dal podio davanti alla Casa Bianca per fuggire nei boschi inseguiti da clienti inferociti. Magari!
Per dirla tutta, Zuck, che come le blatte sembra poter sopravvivere perfino all'atomica, ci sta perfino guadagnando, visto che META era l'unico attore ad avere puntato sull'open source dei propri modelli.
Zuck, ma anche Bezos, Pichai, Nadella, Musk e lo stesso Altman saranno in giro ancora a lungo. Ma il loro giochetto è definitivamente saltato.
Avevano messo in piedi, va detto, la scusa migliore: solo la loro dimensione, e solo investimenti stratosferici, potevano sviluppare l'AI. E casualmente, diventando ancora più grandi e ricchi, potevano anche garantire l'egemonia strategica degli USA, il che li rendeva automaticamente i migliori amichetti di ogni inquilino della Casa Bianca, il che a sua volta garantiva grassi contratti nella Difesa, e un oligopolio ancora più a prova di concorrenza.
Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno divertenti, assisteremo al risveglio. Perché una delle cose di cui questi finti campioni del mercato si scordano sempre è che il mercato funziona. OpenAI perde qualcosa come 5 miliardi di dollari l'anno, ed è in perdita per ogni singola transazione. Un pozzo senza fondo. Google non se la passa molto meglio, anche se ha i profitti del cloud a tenerla in piedi.
Microsoft sta praticamente imponendo Copilot, a pagamento, a chiunque usi Office 365, anche se nessuno lo vuole. Ma di fronte ad aumenti delle licenze di circa il 30%, le aziende hanno un ottimo incentivo a disinstallare CoPilot e a tornare a una licenza che non lo includa.
Non siamo di fronte a un tracollo stile metaverso, ma lo scricchiolio è forte.
Popcorn per tutti.
