DK9x16 - Arriva il Babau, parte 1

In mezzo agli scatoloni, ma non si può chiuder il mese senza parlare dei babau che all'improvviso sono arrivati a disturbare i sonni dei vincitori...  Oggi parliamo del Babau In Chief, Trump.

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DK9x16 - Arriva il Babau, parte 1
Photo by Tandem X Visuals / Unsplash

Scusate il ritardo.

Sigla.

sto uscendo da una bronchite che non vuole passare, e allo stesso tempo sono in mezzo a un trasloco che doveva essere fra tre settimane e invece è fra due giorni.

Questo per dire che non sono sparito ad aprire un Chiringhito su un'isola tropicale.

In compenso devo dire che dall'inizio dell'anno non ho ancora smesso di ridere a crepapelle.

Stava finalmente per passarmi la ridarella per l'elezione e l'insediamento di Trump, quando questa settimana è venuto giù il finimondo con l'arrivo di DeepSeek, che finalmente ha dato una svegliata al letargico settore della cosiddetta intelligenza artificiale.

Ma andiamo con ordine.

Arriva il Babau

I media di tutto il mondo sono paralizzati dalla scelta fra l'isteria e la genuflessione per la scontatissima vittoria elettorale e l'insediamento di Donald Trump come 47º presidente degli Stati Uniti d'America.

Occorre dire che, per chi non ha vissuto in una grotta negli ultimi trent'anni, la storia del ritorno trionfale di Trump è stata solo un lunghissimo e francamente noiosissimo déjà-vu. Abbiamo rivisto accadere passo passo tutto quello che era già successo con Berlusconi.

  • una destra conquistata da un cialtrone straricco che ha il senso del palco e monopolizza l'attenzione dei media fino ad ergersi a paladino della gente comune bistrattata dalle elite;
  • una sinistra che in trent'anni di spostamento al centro non ha più una sola idea che non sia una scopiazzatura della destra
  • uno scontro elettorale con da una parte lo showman e i suoi slogan arruffapopolo e dall'altra "chiunque tranne quello lì", e il nulla politico come programma.

E i media si sono pure stupiti che Trump abbia vinto Presidenza, Camera e Senato. Complimentoni.

Ma la cosa più divertente è venuta dopo. Leggere i giornali nei giorni nei giorni intorno all'insediamento è stata un'esperienza di surrealismo comico seconda solo a uno show di Natalino Balasso.

Non mi riferisco ai fiumi di inchiostro spesi a parlare del nulla, cioè del cappello di Melania; peraltro trascurabile rispetto al decolletè della nuova moglie di Bezos, se proprio vogliamo fare del gossip. Mi riferisco invece a:

  • Biden che nel discorso di commiato mette in guardia contro "l'oligarchia" degli ultra ricchi e di un "complesso tecnico-industriale" che mette in pericolo i diritti degli americani e il futuro della democrazia;
  • il grande stupore per la parata di inutili riccastri in prima fila;
  • la costernazione per il cosiddetto "voltafaccia" di Zuckerberg che annuncia l'eliminazione dei controlli sui contenuti in Facebook.

Ora, a meno di avere vissuto in una grotta negli ultimi vent'anni, ci sono tre cose semplici da capire:

  1. l'oligarchia degli inutili riccastri è andata bene per vent'anni semplicemente perché, in tempi di vento a favore dei democratici, gli inutili riccastri pendevano per i democratici (non mancando però di finanziare pure i repubblicani); adesso che il vento soffia per i repubblicani gli stessi inutili riccastri pendono per i repubblicani. Secondo Gianni Agnelli, la FIAT era intrinsecamente governativa. In altre parole, il ricco pende sempre dalla parte del potere. E Agnelli lo sapeva bene, visto che la FIAT ha socializzato le perdite e privatizzato i profitti per un secolo;
  2. il "complesso tecnico-industriale" sono gli stessi che sono stati allevati nella bambagia perché promuovevano l'economica americana e gli interessi americani (qualcuno ricorda le primavere arabe?); il monopolio dei GAFAM esiste da un ventennio, ma casualmente a nessun presidente, incluso Biden, è mai venuto in mente di spingere per una seria azione antitrust;
  3. Zucko (e tutto il cucuzzaro dei social) ha sempre mandato giù controvoglia qualsiasi responsabilità per i contenuti che pubblica e promuove, e ha sempre fatto il minimo indispensabile al riguardo, solo per distrarre l'attenzione dell'antitrust dal suo monopolio, quindi di quale "voltafaccia" parleremmo?

Ma ovviamente la parte del leone l'ha fatta Trump. Da vecchio leone del palco è riuscito a costringere i media di tutto il mondo a guardare il dito mentre lui indicava la luna.

"Voglio comprare la Groenlandia!" "Ci riprenderemo il Canale di Panama!" e poi il tocco da maestro, "il Golfo del Messico si chiamerà Golfo d'America".

E tutti a stracciarsi le vesti. Il mio preferito è Rampini, del Corriere, quello che quando parla dice "noi Americani" anche se è nato a Genova. Il suo ultimo corsivo veramente sfida Balasso, sentite: "Trump vestito da picconatore: l’ordine globale senza difensori", il Corriere, 28 gennaio 2025.

Esattamente, di quale ordine globale stiamo parlando? Quello dove la NATO bombarda la Serbia e la Libia perché lo dice Washington?

O quello dove gli USA invadono illegalmente l'Iraq perché Colin Powell mente all'ONU sulle armi di distruzione di massa in Iraq quando ogni ispettore internazionale sostiene il contrario?

L'ordine internazionale dove una ventina di sauditi guidati da un ex asset della CIA fanno saltare le Torri Gemelle e quindi gli USA invadono illegalmente l'Afghanistan?

Esattamente, di quale ordine internazionale stiamo parlando, perché io fino a qui ho visto un ordine globale che vale per gli altri mentre gli Stati Uniti fanno quello che gli pare, quindi Rampini non me ne vorrà se non tremo all'idea che gli USA smettano di "difenderlo".

Sarà che sono vecchio, ma credo di avere capito una cosa: il Presidente degli Stati Uniti è come il Papa. Quando si tratta di presentarsi può dire la qualunque, fare il progressista, l'amicone, "chiu ppilu pe tutti", poi quando è eletto, fa il Papa.

Idem il presidente degli USA. Obama passava per essere il grande progressista che doveva chiudere con la guerra al terrorismo, poi una volta eletto ha reso gli omicidi via drone lo standard di fatto, ha avviato un altro paio di guerre clandestine, e non ha chiuso Guantanamo.

Gli USA che secondo Rampini difendono l'ordine internazionale sono gli stessi che casualmente non riconoscono la Corte Penale Internazionale dell'Aja che si occupa di genicidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimini di aggressione. E sono gli stessi i cui militari all'estero hanno impunità garantita, sia che stuprino delle ragazze in Giappone, sia che facciano i pirla con l'aereo in Italia, tagliando i fili di una funivia e ammazzando venti persone.

Questo giusto per non dimenticarci che esiste una cosa che si chiama memoria storica, in un mondo dove l'intervallo di attenzione si misura in video di Instagram.

Ma torniamo a bomba. Trump sta solo facendo il presidente degli Stati Uniti, come tutti i suoi predecessori. Lo sta facendo col suo stile da palazzinaro che la spara grossa per portare a casa condizioni migliori.

In Groenlandia, gli USA hanno già, di fatto, completa sovranità militare, inclusi sistemi radar di allerta precoce contro i missili. Trump sta solo cercando di occupare le caselline prima che con lo scioglimento dei ghiacci i groenlandesi possano trovare conveniente costruire porti commerciali magari con capitali cinesi. Stessa cosa a Panama.

Il Golfo del Messico invece è puro divertimento, visto che l'americano medio non saprebbe trovarlo su un atlante.

Il vero problema non è Trump. Trump fa solo il suo mestiere.
Il vero problema siamo noi, il vero problema è l'Europa che è più lealista del Re. Un'Europa dove ancora se dici "non ci sono alternative ai cloud USA" nessuno ti manda a quel paese.

Un'Europa che tralascia i propri interessi commerciali e politici per allinearsi alle iniziative imperiali americane, quando basta guardare un atlante per capire immediatamente con chi è che dobbiamo andare d'accordo.

Questo è il vero problema. E francamente, quando sento una von der Leyen che continua a dire che la sola soluzione in Ucraina è la sconfitta russa, idea a cui non crede più nemmeno Zelensky e quando sento parlare di riarmo, con tutto quello che c'è da fare per rimettere in piedi l'economia dopo che abbiamo buttato ale ortiche partner commerciali come Russia e Cina per far vedere che siamo dei bravi alleati...

beh, non mi viene molta speranza in una soluzione a breve.

Ma. Gli Europei sono meglio di chi li governa. E a parte quattro fanatici non c'è molta gente che crede davvero nella necessità di armarsi perché sennò arrivano i russi, visto che già la NATO anche senza appoggio USA ha più risorse.

C'è molta più sicurezza e prosperità da guadagnare ripristinando le relazioni con Russia, normalizzando quelle con la Cina, e prendendo finalmente una parte attiva nella questione dei confini Europa-Russia di quanta ce ne sia nel continuare a fare i kamikaze per l'Impero.

Da questo punto di vista, Trump con le sue smargiassate potrebbe essere perfino positivo, se anche la Von der Leyen improvvisamente si accorge che gli USA sono un concorrente strategico dell'Europa.

Peccato che in settant'anni abbiamo sacrificato sull'altare dell'atlantismo Olivetti, Nokia, e quasi ogni altra industria strategica europea.

Ma mi vanno bene anche i fulminati sulla via di Damasco, meglio tardi che mai.