DK9x12 - Amazon rivoluziona l'ultimo miglio della logistica
Buon Sant'Ambrogio! Leggo che Amazon vuole rivoluzionare la logistica dell'ultimo miglio con una soluzione tecnologica straordinaria: la consegna via drone. Evidentemente la tecnologia non è solo in mano ai deficienti. Ci sono anche i tecnopirla.
Ascolta l'episodio su Spreaker.com
Sarà che oggi mi girano, ma ho letto una notiziola che mi ha obbligato a fare un episodio al volo.
Sigla.
Non chiedetemi perché mi ostino a guardare la homepage del corriere, considerato gli effetti pessimi sul cristomadonio e sulla mia salute mentale in generale.
Ad ogni modo, mi cade l'occhio sulla colonne infame, quella a destra con che al confronto il feed di Facebook è l'opera omnia di Aristotele.
C'è il richiamo a un articoletto della rubrica Login, quella che a detta del Corriere si occuperebbe di tecnologia ma in fondo è pubblicità occulta.
Il titolo dice:
Riuscito il primo test di consegna pacchi con i droni in Italia
Oh bella, sembra quasi una notizia
Questo video più articoletto a cottimo dice che hanno fatto un test de
"il nuovo drone MK 30 uno dei sistemi più avanzati sviluppati da Amazon per la consegna di pacchi"
che rappresenta
un passo cruciale verso il lancio il il lancio del servizio Prime Air
e che
potrebbe rivoluzionare la logistica dell'ultimo miglio in Italia Blah Blah Blah
Ora non so se voi avete visto il video.
Vi dico che cosa ho visto io.
Io ho visto un drone molto bello però prima chiariamoci: a me la tecnologia piace, ok?
Io ci sono cresciuto con la tecnologia, soprattutto con la tecnologia digitale.
Sono cresciuto con i LEGO. Sono cresciuto col meccano.
Ho imparato a programmare su una calcolatrice tascabile.
Quindi non facciamo quelli che "eh, ma sei contro la tecnologia.
Io non sono contrario alla tecnologia, sono contrario ai tecnopirla.
È diverso.
Chiarito questo, vi dico che cosa ho visto io: ho visto un bellissimo drone. Sei eliche, tutta una roba scintillante, bellissima, figata, pazzesca.
Il drone è grande come diciamo un terzo di un Ducato.
Avete presente il Ducato, ecco, in un Ducato di questi droni ce ne stanno tipo 4.
Questo drone a giudicare dal video ha una capacità del carico di esattamente un pacco di circa 18 × 25 × 50.
Ho visto il drone decollare da un cortile deserto, volare sopra un pezzo di campagna senza alberi, fermarsi sopra un prato e sganciare, ho detto sganciare, il suddetto pacco da un'altezza di circa 4.
Fine del video.
Ok ora ci sta che questo possa rivoluzionare la logistica dell'ultimo miglio in Italia, chi vuole crederci e liberissimo di crederci.
Però.
Però a consegnare a pioggia i pacchi, o meglio un pacco col drone in mezzo al deserto sono capaci un po' tutti, eh?
Il punto è che i droni non devono consegnare i pacchi in mezzo al deserto devono consegnarli in piazzale Corvetto, in Viale Umbria a Milano.
E lì cosa gli sganci i pacchi dall'ottavo piano? perché su Viale Umbria ci sono gli alberi, su tutti i viali ci sono gli alberi, ci sono i cavi del tram e della filovia, ci sono i pali della luce e ci sono le macchine, ci sono le macchine sulla strada, posteggiate lato strada o a metà sul marciapiede, e c'è la gente che sul marciapiede cammina e la strada la attraversa.
E tu cosa cazzo fai gli sganci un pacco da 4 m in testa? Ok se vogliamo risolvere il problemi da pirla di sganciare un pacco nel deserto ok serve basta qualsiasi pirla quella non è ingegneria, quello è hobbismo da tecnopiprla.
Ora usciamo un attimo dalla modalità ribambimento social delle masse e ragioniamo.
Prima che questo mitologico drone si staccasse dal suolo un tizio lo ha ispezionato.
Perché sapete il drone è un aggeggio che vola e va in giro per l'aria, e per per qualche motivo quei retrogradi dell'ANAC l'Ente Nazionale Aviazione Civile non vedono di buon occhio il fatto che una cosa se ne vada in giro per il cielo e magari non funzioni.
E quindi insistono, retrogradi che non sono altro, che qualsiasi cosa si stacchi da terra per ovlare nel cielo debba essere ispezionata in una maniera precisa da una persona, che poi mette la propria firma per responsabilità sotto l'ispezione che ha fatto.
Ok benissimo ora senza stare a perderci in troppi pessimi dettagli, che vogliamo fare una cosa che per una volta è sulpezzo, ok?
Il drone col pacchetto sale nel cielo scende dal cielo sgancia il pacchetto figo siamo riusciti a attaccare a un drone il meccanismo di apertura e chiusura del garage a un drone. Siamo dei geni.
Fate questo esperimento con me: chiudete gli occhi. Immaginate la città, il paese, il villaggio la malga di montagna, secondo l'idea dei progettisti di Amazon Air, in cui vivete.
Immaginate il traffico di consegna dei pacchi in questo preciso momento.
Immaginate tutti i Ducato, tutti i Doblò di Amazon, di UPS, di BRT, di Hermes, di Poste Italiane di DPD, tutti quanti ok.
Il pacco del video promozionale è, a spanne, 0,0225 metri cubi, un 44mo di metro cubo. Il Ducato più grosso ha un vano di carico da 16mc.
Per non esagerare diciamo che il furgone medio in giro per le città sia più piccolo, diciamo dieci mc.
Vuol dire che per ogni furgone servono 440 voli del drone.
Ora moltiplicate per tutti i furgoni che avete immaginato prima.
A voi questa sembra una cosa che ha un senso?
Allora, se vi vivete in aperta campagna e la vostra casa è lontana da qualsiasi albero ed è lontana da qualsiasi cavo della luce può forse avere senso che invece di un poveraccio col furgoncino vi arriva un drone. Poi magari però dovremo parlare dei costi, perché non è che questi doni vengono via coi punti del Lidl.
Ma pensate di vivere adesso non dico a Milano non dico a Roma, ok?, in una città, in una normale cittadina di provincia dove ci sono i lampioni, dove ci sono i cavi della luce, dove c'è la gente che cammina per strada, le macchine e le macchine posteggiate sui marciapiedi.
Ecco, esattamente a che distanza volete trovarvi da delle eliche che girano quando il drone si avvicina? A che distanza volete essere dal drone quando sgancia il pacco da 4 m d'altezza?
Così, per dire.
Tutto bello, è tutto bellissimo, una figata pazzesca che di sicuro rivoluzionerà la logistica dell'ultimo miglio anche se in Italia si usano i chilometri.
Ma secondo me, forse, e lo dico in assoluta umiltà, perché non ho nemmeno una laurea in ingegneria.
Forse ci potrebbero essere un paio di dettagli su cui non si è lavorato abbastanza, mi ricorda quando gli ingegneri di Tesla suggerivano di mettere dei guardrail fra marciapiede e strada perché questi pedoni, signora mia, sono un problema per le auto senza pilota.
E forse ci potrebbero essere uno o due problemi leggermente più pressanti a cui applicare le migliori menti di questa generazione visto che quelle della generazione passata sono state tutte bruciate per inventare maniere del cazzo per spingere la gente a fare clic sui link delle pubblicità.
Così, per dire.
