DK9x05 - Generatori di stronzate e sciacquoni

Produrre valanghe di stronzate inutili ma vistose è sempre stato il trucco dei sicofanti per risalire nelle gerarchie.  E oggi hanno dalla loro anche i generatori di stronzate.  La cacca galleggia anche nelle gerarchie, e a me viene voglia di tirare lo sciacquone.

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DK9x05 - Generatori di stronzate e sciacquoni
Photo by Giorgio Trovato / Unsplash

Ascolta l'episodio su Spreaker.com

Oggi iniziamo parlando di un ministro e finiamo tirando lo sciacquone.

Sigla.

Il tempestivo Daniele che mi tiene sempre aggiornato con i lanci stampa più surreali me ne ha mandato uno relativo al ministro per la PA Zangrillo, rilasciata durante la conferenza "Comolake 2024"

Il ministro ci stupisce con la incredibile rivelazione che anche lui usa l'Intelligenza Artificiale, addirittura lo fa perché i suoi collaboratori, cito, "gli stanno imponendo di utilizzarla".

Considerando che un onorevole probabilmente non spende il proprio tempo generando deepfake a sfondo erotico, interpreto la sua affermazione come il fatto che anche lui è rimasto folgorato sulla via di chatGPT o di un qualche altro modello linguistico.

Naturalmente l'onorevole si guarda bene dal farci sapere esattamente cosa ci farebbe un Ministro della Repubblica con dei generatori di stronzate, o dal dirci per quale motivo i suoi collaboratori insistano tanto che li usi, ma noi possiamo magari farcene lo stesso un'idea.

Questa però non è la dichiarazione più divertente che l'On Zangrillo ha rilasciato. Oh, no. Il Ministro, forse capendo che ammettere di fare qualcosa per l'insistenza, anzi per imposizione, dei sottoposti fa un po' rimbambiti al timone, cerca di prendere in carico la cosa e ci consegna queste due perle, che cito sempre da ADN Kronos:
Prima perla:

nel passato, la formazione la facevano solo le maestranze. Chi stava nei piani alti, invece, si occupava di strategie.

Seconda perla:

Se chi sta ai vertici non si rende conto di cosa sta accadendo dal punto di vista del progresso tecnologico, rischia di non capire nemmeno i propri collaboratori quando parlano: abbiamo anche noi bisogno di formarci.

Mi sento di ringraziare l'On. Zangrillo per la profondità dell'analisi e mi aspetto a breve un volume per i tipi di Mondadori nel quale ci potrà illuminare anche su "non ci sono più le mezze stagioni", e "i giovani non hanno più valori" e altri altrimenti insondabili misteri della modernità.

Mi viene da chiedermi quale idea di PA abbia in mente un ministro della PA che, nel 2024, non ha, badate bene, un'opinione sui modelli linguistici, ma che "usa l'intelligenza artificiale" perché glielo impongono i propri sottoposti.

E che, forse accorgendosi della figura di fango che ha appena fatto, cerca di riscattarsi rigirandosi nella melma dicendo che ormai, signora mia, anche "i piani alti" devono capire qualcosa di quel che fanno.

Dopodiché, non pago, il Ministro ci informa che siccome da qui al 2032 ci saranno un milione di impiegati della PA che andranno in pensione, e l'età media attuale nella PA è di 49 anni, occorre abbassare la m'età media e per fare questo serve una PA che corra.

Dove dovrebbe correre la PA il signor ministro non ce lo fa sapere, però. Io avanzerei la modesta proposta che iniziasse a correre dietro a gente dall'alto delle proprie scrivanie presidenziali dice questo genere di stupidate.

Ma limitarsi ad osservare soltanto lo stato pietoso della PA non sarebbe equo: occorre riconoscere che il settore privato non se la passa meglio.

Ormai anche nel privato sono tutti in preda all'allucinazione consensuale chiamata AI, tutti ne parlano e peggio si comportano come se la fantasia descritta dai venditori fosse la semplice realtà di fatto. Come se continuando a invocare l'intelligenza per i propri generatori di stronzate questa miracolosamente si manifestasse.

E posso capire se l'influencer di turno su instagram mi vuole vendere le 5 applicazioni con cui posso vedere schizzare alle stelle la mia produttività. Ma poi ti tocca sentire Eric Schmidt dire che ormai il cambiamento climatico è fuori controllo e che la nostra unica possibilità è sviluppare l'AGI e sperare che almeno quella trovi una soluzione.

E invece di farlo portare via da dei gentili signori in camice tutti a dire che sì certo, e poi vuoi mettere che cosa potremmo fare per la sanità, per la scuola, per la PA.

E lì capisci che ormai il linguaggio clinico è il solo con cui puoi sperare di capire quello che succede.

E restando in tema PA, forse il signor ministro Zangrillo, se è troppo occupato uno dei suoi così zelanti collaboratori ci può spiegare nello specifico che parte ha nell'attività del dicastero?

Non so, dobbiamo aspettarci bandi di concorso o di appalto scritti da chatGPT? Completi, ovviamente, di riferimenti a leggi inventate? Dobbiamo magari aspettarci che sia la mitologica AI a preparare le domande e poi naturalmente a fare le valutazioni nei concorsi, viste le meravigliose capacità di sintesi?

O magari il signor ministro sposa la linea degli oltranzisti della IA e interroga direttamente chatGPT su come ristrutturare la PA e su come affrontare il capovolgimento della piramide demografica che minaccia di far saltare il sistema pensionistico?

Chiedo per un amico. E prima che arrivi il solito puntiglioso, guardate che sto usando "chatGPT" come metonimia, per cui nessuno si sogni di dire "però Claude".

A proposito, sto cercando di leggere la lenzuolata di Amodei, il CEO di Anthropic, quella intitolata "Machines of Loving Grace" dove cerca di fare il figo dicendo che lui non è di quelli che credono alla singolarità e nemmeno gli piace il termine "Artificial General intelligence", lui insegue la "Powerful Intelligence", che potrebbe arrivare già nel 2026. Ma ache più in là, perché lui è uno ragionevole

Purtroppo inizio nel giro di qualche paragrafo scrive che la "powerful intelligence", cito:

In termini di intelligenza pura, è più intelligente di un Nobel nella maggior parte dei campi rilevanti: biologia, programmazione, matematica, ingegneria, scrittura, ecc.

E lì mi viene voglia di strapparmi gli occhi e non riesco ad andare avanti.

pausa

Ora, passiamo sopra alla potenza, che è una classica ossessione maschile da compensazione.

Amodei e tutto il cucuzzaro da cui cerca inutilmente di distinguersi ci tengono moltissimo a farci sapere che i loro generatori di stronzate hanno passato l'esame di questo o di quello, e si aspettano che strabuzziamo gli occhi per la meraviglia e ci prepariamo a farci da parte.

Si aspettano che accettiamo la loro idea di futuro dove possiamo al massimo sperare di "raffinare" o "ripulire" il prodotto delle loro meravigliose IA. In pratica, personale delle pulizie, ma serve una laurea. E attenzione, non sto svilendo il personale delle pulizie.

Questi buffoni della tecnologia sono convinti che la loro tecnologia abbia "risolto" le pulizie perché ci sono robot-aspirapolvere che puliscono perfettamente una stanza a patto che sia completamente vuota senza niente sul pavimento.

E quindi adesso vogliono fare il passo successivo "risolvendo" le professioni intellettuali con dei generatori di stronzate, perché pensano che tutti i lavori intellettuali siano come il loro, dove basta spararle con abbastanza convinzione e i finanziatori di rendono ricco.

Ma quando io leggo che un chatGPT ha passato l'esame tal dei tali, quello che sento è: che un programma può superare un pensato per testare la memoria e la ripetizione a pappagallo.

Ora, chiunque abbia lavorato in un ufficio, sa benissimo che il problema non è mai stato produrre più documenti, o più contenuti, o più software, più in fretta. Certo, questo è quello che hanno capito i top manager, ma io ho detto gente che lavora.

Semmai il problema è sempre stato l'opposto: distinguere i contenuti di valore dal resto, perché scrivere un contratto, una policy, di trenta pagine è facile. È scriverla in cinque, che richiede competenza.

Vi ricordate quando qualche imbecille si sogò di misurare la produttività dei programmatore in numero di linee di codice scritte? Durò pochissimo, per fortuna, perché a quei tempi non c'erano risorse di calcolo da sprecare, quindi la sintesi era una virtù. Purtroppo quei tempi sono finiti per sempre, e oggi un qualsiasi "hello, world!" produce un eseguibile da 50 mega come niente. Immaginate il resto.

Il fatto è che produrre montagne di sterco, che sia testo, codice o altro non importa, costa pochissimo, mentre produrre qualcosa di valore, o peggio cercarla fra molteplici montagne di sterco, è uno sforzo titanico.

E teniamo presente che un modo sicuro di scalare le gerarchie aziendali è sempre stato produrre montagne di sterco in cui nessuno osava mettere le mani.

Ecco, in un mondo in cui produrre sterco intellettuale costa pochissimo, ma ripulirlo costa tantissimo, cosa ci propongono i signori della tecnologia come salvifica soluzione a cui sacrificare perfino la lotta al cambiamento climatico?

Ci propongono i generatori di stronzate, la produzione automatica di sterco intellettuale. E hanno anche il coraggio di dirci che il nostro lavoro diventerà ripulirlo.

In questo momento, in tutte le organizzazioni compresa la vostra, un certo tipo di collega si è improvvisamente nominato cantore dell'AI, e si fa grosso inviando a destra e a manca contributi generati con l'aiuto della "intelligenza artificiale".

I capi strabuzzano gli occhi di fronte a tanto prodotto, guardandosi bene ovviamente dallo sporcarcisi le mani, e vi passano il tutto perché ve ne occupiate, magari condendolo anche con qualche "hai visto come si fa, prendi esempio", mentre il collega e i suoi contributi ascendono le gerarchie aziendali ancora più in fretta perché la cacca galleggia.

Non so a Voi, ma io ho tanto voglia di tirare lo sciacquone.