DK9x04 - Una buona notizia
Ricordate la storia del FSE 2.0 e dell'opposizione al trattamento del pregresso? Bene, la bouna notizia è che il garante è vivo e combatte insieme a noi.
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A volte, una buona notizia fa tanto.
Sigla.
Vi ricorderete che prima dell'estate abbiamo parlato di Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0.
Ricorderete anche che il Ministero della Salute era riuscito a far passare quasi sotto silenzio la scadenza del 30 giugno entro negare il consenso al trattamento del pregresso, e di come aveva sepolto la possibilità di negare il consenso sotto ampi strati di dark pattern.
E, ciliegina sulla torta, se per qualsiasi motivo non eri più coperto dal SSN, ad esempio perché eri residente all'estero, la possibilità di negare il consenso non era nemmeno contemplata. Si prendevano i tuoi dati e via.
Ne ho parlato nell'episodio 29 della scorsa stagione se volete tutti i dettagli.
Come avevo promesso, ho presentato reclamo all'Autorità, grazie all'amico e collega Cristian Bernieri che anche lui ha un'anima da bastian contrario.
Quindi PEC al Garante il 12 giugno, il Garante risponde il 25 giugno e sostanzialmente mi manda a ranare, cioè mi dice che il reclamo non può essere accolto.
E perché? Perché, cito,
Il predetto quadro normativo limita l’esercizio della predetta facoltà di opposizione ai soggetti assistiti dal Servizio sanitario nazionale
E io, in quanto legalmente residente all'estero non sono coperto dal servizio sanitario nazionale.
Non fa una piega, ma sarete d'accordo che è un'uscita da azzeccagarbugli, visto che i miei dati il SSN li ha ancora.
Ma ci può ancora stare. Cosa avrebbe dovuto fare, il Garante, ingiungere il prolungamento dei termini e l'estensione della facoltà di opposizione ai residenti all'estero? Avete idea di quanto ci avrebbe messo il Ministero a rifare la procedura web?
Ma. C'è sempre un ma. A me piace sempre ricordare che il Garante è pragmatico, ma non è fesso. E qualche volta, come mi diceva il mio amico Armando in un accento irpino che non mi sogno nemmeno di provare a imitare, il Garante "fa lo scemo per non andare in guerra".
Fuor di metafora, il Garante fa il gioco lungo, anche se a tanti di noi piacerebbe vederlo irrompere menando sganassoni alla Bud Spencer ogni volta che qualcosa non va. Quindi, patientate et seguitate.
Passano in un lampo i mesi estivi, perché come sappiamo dal 25 luglio all'8 settembre in Italia non succede niente, nemmeno se c'è una guerra. Il 27 settembre arriva un'altra mail del Garante. E con delle belle sorprese.
Intanto il Garante ci dice che non eravamo soli a ballare l'hullygully. Ovviamente non dice così, ma:
l’Autorità ha ricevuto segnalazioni e reclami da parte di interessati che non sono riusciti ad esercitare tale facoltà entro il termine del 30 giugno 2024, tra le quali si configura anche quella presentata dalla S.V. con la nota citata in epigrafe.
Poi ci dice che i reclami, anche se non accolti, non sono stati ignorati:
l’Ufficio ha avviato specifiche interlocuzioni con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero della salute al fine di superare le difficoltà rilevate e valutare la possibilità di una riapertura dei termini per l’esercizio della facoltà di opposizione nei confronti di determinate categorie di interessati.
E poi ci dice di avere dato parere favorevole a un decreto che prevede:
primo:
− una riapertura dei termini di opposizione per tutti gli assistiti, al fine di consentire a coloro che non abbiano potuto esercitare la predetta facoltà, anche per impedimenti di natura tecnica;
- cioè tutti i residenti all'estero o stranieri non più residenti in Italia;
cioè tutti quelli che sono stati indotti in errore dai dark pattern disseminati dai ministeri della salute e dell'economia lungo tutto l'iter della procedura.
Secondo:
l’estensione della predetta facoltà anche alle persone con codice fiscale o con codice STP (straniero temporaneamente presente in Italia) che non siano più assistiti dal servizio sanitario nazionale (SSN);
Terzo:
− la previsione dell’esercizio della predetta facoltà di opposizione sine die per i soggetti non più assistiti dal SSN, ma che lo siano stati in passato, entro 30 giorni dalla riattivazione dell’assistenza al SSN, e per tutti gli assistiti che nel tempo diventeranno maggiorenni, entro 30 giorni dal compimento della maggiore età;
- cioè tutti i residenti all'estero che rientrano in Italia, e tutti quelli che diventeranno maggiorenni dopo la scadenza dei termini
Quarto
− uno specifico onere alle ASL di dare informazione circa tale facoltà di opposizione al soggetto che riattiva l’assistenza sanitaria specificando i termini e le modalità per l’esercizio di tale diritto.
- Cioè le ASL non potranno più nascondersi dietro informative pubblicate, diciamo così, *in uno scantinato senza luce, in fondo a un casellario chiuso a chiave dentro un gabinetto inservibile sulla cui porta era stato affisso il cartello attenti al leopardo*.
Ovviamente occorre aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, ma credo che si possa parlare senza mezzi termini di trionfo. Sarà magari un microtrionfo, ma sempre di trionfo si tratta. Purtroppo non sono agli atti le facce dei dirigenti dei ministeri quando il Garante gli ha fatto il contropelo, ed è un peccato.
Adesso che il Garante ci ha dimostrato di poter rimettere in riga due ministeri, lo aspettiamo presto a occuparsi di tutte le varie Big tech che con la scusa di addestrare le loro cosiddette intelligenze artificiali stanno senza vergogna riutlizzando tutti i nostri dati per gli affaracci loro.
Qui il Garante ha il vantaggio di non essere solo, ma di poter contare su tutti gli altri Garanti europei.
Però occorrerà avere più pazienza, temo, e molta più pragmaticità perché per quanto sarebbe bello, sarà difficvile che le autorità di controllo irrompano a sberloni là dove i rispettivi governi sono appecoronati un giorno sì e l'altro pure.
Ma da qualche parte bisogna pur cominciare, e noi abbiamo ancora un vantaggio: con i nostri governi possiamo farci sentire molto di più che con Big Tech. Bisogna solo che ce lo ricordiamo...
