DK9x02 - Durov non è Assange

Siccome la stampa continua a presentare la questione Durov come se fosse un problema di diritti civili, occorre ripetere che Durov non è Assange, e che rifiutarsi di adempiere a richieste lecite delle autorità inquirenti non è libertà di espressione, ma favoreggiamento.

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DK9x02 - Durov non è Assange

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Oggi parliamo di Durov, abbiamo pure un ospite.

Sigla.

All'inizio di settembre avevo perso l'occasione di parlare di Durov. D'altronde non è la mia specialità essere sul pezzo, e poi Quintarelli aveva già detto tutto quel che c'era da dire.

Ma vedo che la narrativa del Durov povera vittima degli stati liberticidi persiste contro ogni evidenza, e addirittura ci sono delle novità

Leggo sul Corriere il titolo "Durov ha ceduto: Telegram consegnerà i dati degli utenti alle autorità che lo richiedono".

Che sembra un titolo serio e informativo fino a quando non ti chiedi quale dovrebbe essere l'alternativa.

Mettiamo in chiaro una cosa: adempiere a una richiesta delle autorità non è una scelta, in nessun paese del mondo. A una richiesta lecita dell'autorità inquirente si risponde, punto. Investigando, la polizia non fa altro che quello che è creata per fare: raccogliere informazioni che potranno poi essere presentate in giudizio. È dovere di ogni cittadino collaborare con la autorità inquirenti. Il resto si chiama, credo, favoreggiamento.

Leggo sempre nell'articolo del Corriere che Telegram ha aggiornato i propri termini di servizio in modo che ora venga dato seguito a tutte le richieste delle autorità, non solo a quelle che implicano sospetti di attività terroristiche.

Anche qui, sembra che il povero Durov sia stato tirato per il collo dai malvagi francesi. Ma di nuovo, solo fino a quando non ci pensi un attimo.

Quindi prepariamoci a un atto realmente rivoluzionario: un bel respiro e ragioniamo.

Prima cosa: il terrorismo. Che è una cosa difficilissima da definire. E soprattutto, dopo l'11 settembre, è l'etichetta che garantisce la sospensione di qualsiasi giudizio, va bene per tutto e per tutti, a seconda della stagione.

Ma il problema non è la difficoltà della classificazione legale. Il problema è: chi è Durov per decidere che una richiesta legittima delle autorità viene accettata solo se legata a un'indagine per attività terroristiche mentre una legata, che so, a spaccio di droga, evasione fiscale, rapimento, traffico di esseri umani, no? Chi si crede di essere?

Ora, Telegram non è il primo ad avere problemi con le richieste delle autorità. È successo a WhatsApp, è successo ad Apple. I tre casi non sono uguali.

Quando l'FBI è andata da Apple con l'iPhone di un presunto terrorista, Apple ha avuto il gioco facile: noi non abbiamo le chiavi di decrittazione, quindi non possiamo sbloccare l'iPhone per voi. Semplice. L'FBI con la coda fra le gambe se ne è andata dall'apposita startup israeliana che gli ha craccato l'iPhone in cinque minuti, mentre Apple si è fatta grossa come "quelli che difendono la privacy anche contro l'FBI", con decine di articoli adoranti su tutta la stampa, specializzata e no.
Il fatto che la invincibile cifratura di Apple abbia resistito cinque minuti nelle mani giuste non ha destato alcun interesse.

Stessa cosa con WhatsApp. Noi cifriamo end-to-end, quindi le chiavi di cifratura le hanno soltanto le parti che comunicano fra di loro, non noi.

Telegram, invece è diverso. Non è cifrato end-to-end, a meno di fare i salti mortali per creare una "chat segreta". Quindi tutte le chat normali e, soprattutto, tutti i canali sono cifrati con chiavi che sono in mano a Telegram.

Quindi la difesa di Apple e WhatsApp non vale per Telegram. Durov le chiavi di cifratura le ha, solo che non le vuole dare alle autorità perché si sente troppo figo. E questo si chiama, appunto, ostruzione alle indagini e favoreggiamento.

La domanda non è come mai i francesi abbiano arrestato Durov, che ha anche passaporto francese, ma perché non lo abbia già fatto qualcun altro finora.

Durov è cittadino russo. Telegram è nato e cresciuto a Mosca, poi ha trasferito la sede a Dubai, e possiamo essere d'accordo sul fatto che né la Russia né gli Emirati siano esattamente dei modelli di attenzione per i diritti umani.

E qualcuno crede che servissero i francesi per mettere pressione su Durov? Se chiedete a me, i francesi sono solo quelli che lo hanno fatto alla luce del sole, come fa uno Stato di diritto.

Adesso il Corriere raddoppia e il titolo di oggi è "Signal ultimo porto sicuro". Io francamente, mi chiedo cosa si fumino al Corriere.

Intanto vorrei che capissimo che chiunque finora abbia usato Telegram per finalità illegali è un dilettante, che non capisce nemmeno le basi della sicurezza operativa. E infatti devo ancora capire per quale motivo in Ucraina Telegram sia così in voga. Durov dice che la garanzia della bontà del servizio è il fatto che sua madre sarebbe ucraina, ma faccio prima a credere che Elon Musk sia un genio.

Mettiamola cosi: i servizi segreti non si preoccupano dei dilettanti, perché in quanto tali ci vuole cinque minuti a blindarli quando serve. Quindi ai servizi segreti Telegram va bene proprio così, un posto dove i dilettanti si sentono al sicuro e che può essere aperto come una scatoletta di tonno all'occorrenza.
Per questo credo che il governo francese abbia voluto semplicemente fare un po' di scena e rimettere le cose un po' a posto. La denuncia ufficiale contro Durov e gli effetti sulle politiche di moderazione di Telegram significano che da oggi non saranno necessari i sotterfugi dei servizi, che hanno altro da fare, e che la polizia potrà procedere più rapidamente contro spacciatori, trafficanti e quant'altro che pensa di essere furba nascondendosi dietro la foglia di fico di un sistema non cifrato.

Quanto a Signal ultima spiaggia, va bene se vogliamo raccontarci le favolette della buonanotte, ma Signal appartiene a una no-profit americana, soggetta quindi al CLOUD Act, e per quanto possano essere sinceri e ben motivati, non credo che possano costituire un problema serio per NSA e servizi vari. Certo, la cifratura è magari a prova di bomba. Ma tutti i processi umani e digitali che si appoggiano su quella cifratura, beh, lì ho qualche dubbio.

E poi vogliamo mettere il vantaggio di avere un posto unico dove si raccolgono tutti i "cattivi"?

Vi invito tutti a leggere "Dark Wire", la storia vera di una app che garantiva l'anonimato assoluto, e che per questo era stata adottata dai maggiori cartelli del crimine internazionale. L'app andava in effetti benissimo. Peccato che l'avesse scritta l'FBI, che per anni ha raccolto le trascrizioni complete di tutte le comunicazioni.

Poi magari un giorno potremo parlare del senso che ha cercare di comportarsi come se vivessimo nella Russia sovietica, eh? A me personalmente più di un supposto anonimato, che in quanto supposto come ci insegna Caparezza, importa molto di più che i miei dati non finiscano nelle mani di cani e porci. E questo non è un problema tecnico, è un problema sociale e politico.

Più GDPR, meno pippe sui protocolli.

E ora, come promesso, continuiamo con un ospite che è venuto a trovarci. Da Bruxelles Valeria Marchiondelli, esperta di relazioni internazionali.