DK 10x33 - De inopia studii
Sapete cos'ho da dire, in merito alla nuova enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV? Assolutamente niente.
Ascolta l'episodio su Spreaker.com
Sapete cos'ho da dire, in merito alla nuova enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV?
Assolutamente niente.
Vedete, io non ho entrature in Vaticano che mi passano in anticipo la bozza sotto embargo assoluto.
Non ho la pretesa di leggermi 200 pagine di dottrina e di capire più dell'uno per cento dei riferimenti, faccio già fatica con qualche banale passo dei Vangeli nella Bibbia di Enzo Bianchi.
E non ho nemmeno la faccia di appoggiarmi a un modello linguistico per citare encicliche e fare il vaticanista da social.
Ma soprattutto non guardo a San Pietro quando si tratta di etica, e men che meno quando si parla di Intelligenza Artificiale.
Uno dei problemi del dibattito sull'Intelligenza Artificiale è il costante e strumentale scivolamento nella metafisica, e le conseguenze politiche di questo scivolamento. E la fede non mi sembra il punto di partenza più adatto per parlare di scienza, tecnologia e politica.
Il Papa è liberissimo di avere qualsiasi opinione ritenga su qualsiasi argomento, e ognuno è libero di farne il proprio riferimento, ma per me, di sacro, c'è innanzitutto la separazione fra Stato e Chiesa, e quindi fra politica e fede.
Quindi non cercherò di spiegare a nessuno se la Chiesa sia pro o contro l'Intelligenza Artificiale, pro o contro i signori del tech, e quale significato possa avere una Intelligenza Artificiale umanista per una religione organizzata.
Vi suonerà strano, ma non ho davvero nessuna opinione in merito.
Non ho opinioni sul contenuto, ma ne ho sull'atto.
Partiamo dai fondamentali.
Un'enciclica è in primis un documento di marketing, di posizionamento strategico.
Questo non intende essere una critica. Un libro che lessi moltissimi anni fa si intitolava "Gesù lava più bianco - Ovvero come la Chiesa inventò il marketing". Era di un pubblicitario sui generis, Bruno Ballardini, e riconosceva una cosa che quasi tutti tralasciano per concentrarsi sul contenuto dottrinale: la Chiesa fa sempre comunicazione strategica, e la fa meglio e con maggiore consapevolezza di qualsiasi società di comunicazione. Non è un caso che sia in giro da duemila anni.
A quelle che sono di volta in volta le sue controparti secolari la Chiesa dice da sempre: eravamo qui prima di voi, e state sicuri che saremo ancora qui dopo di voi, ragion per cui il vostro potere e il vostro denaro non possono comprarci; al massimo, se ci mettiamo d'accordo, potete avere la nostra cauta e temporanea vicinanza. Volete davvero fare i conti senza l'oste?
E così, mentre i techbro blaterano ai quattro venti le loro allucinazioni millenaristiche, mentre l'Europa ha come sola risposta ai modelli linguistici statunitensi un modello linguistico francese, mentre ogni manager e ogni azionista si inebria all'idea di avere il lavoro senza i lavoratori, mentre l'idea stessa di lavoro umano viene messa in discussione, e milioni di persone vedono svanire ogni certezza di futuro...
arriva la Chiesa a dire "però sostituire il lavoro con l'Intelligenza Artificiale, bruciare risorse come se non ci fosse un domani, seminare insicurezza sociale e automatizzare la guerra non è bello, forse servirebbe pensarci meglio".
Occorre riconoscere che è una mossa da maestri.
Anche perché, stando a quanto dicono i commenti sui giornali, non è che Papa Leone abbia detto qualcosa di nuovo. Sono gli stessi argomenti che girano da quando è apparso chatGPT, e nemmeno tutti, e nemmeno quelli più duri.
E siccome è una mossa da maestri, si fa perfino fatica a notare che Papa Leone, in effetti, non prende nessuna posizione precisa pro o contro: dice che ci sono potenzialità, dice che ci sono rischi.
Grazie, Graziella, proprio.
Una posizione, è precisa: l'Enciclica afferma che l'Intelligenza Artificiale rappresenta il futuro. Ma occhio: questa è la proposizione di vendita dei techbro.
Il fatto che Papa Leone apra dando per scontata quella proposizione di vendita non è un atto politico. Per la politica spicicola ci sono i cardinali, al massimo.
Un Papa in un'Enciclica detta la linea. Definisce il contesto che da quel momento in poi delimita quello che è accettabile e il modo in cui ne parleremo. L'enciclica costruisce la finestra di Overton.
Il Papa sta dicendo "signori della Silicon Valley, avete questi giocattoli tecnologici e un sacco di soldi e potere. Noi di potere ne sappiamo qualcosa, benvenuti. Ora possiamo parlare."
C'è da ammirare la nonchalance con cui quelli che a tutti gli effetti sono idolatri che in altri tempi avrebbero avuto un posto sul rogo vengono riconosciuti come interlocutori.
Ma tant'è, e di colpo la Chiesa si posiziona come l'interlocutore necessario in un dialogo in cui fin qui gli Stati hanno brillato per la loro insipienza.
Non è cinismo, è quello che la Chiesa fa da sempre, e sicuramente da quando ha spintaneamente rinunciato al potere temporale, scoprendo di poter avere molto più peso senza.
Perché c'è anche un'altra cosa che sta passando sotto traccia. Tutti citano, giustamente, la coincidenza di date fra l'uscita di questa Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV e quella della Rerum Novarum di Papa Leone XIII.
Stesso nome di Papa, stessa data, gli esegeti ci vanno a nozze, la Chiesa è maestra di riferimenti e citazioni, non se le fa certo scrivere da chatGPT.
Ma in un momento in cui l'opposizione ai modelli linguistici sta risvegliando la partecipazione della società civile in risposta al torpore della classe politica e alla rapacità della classe imprenditoriale, a me viene in mente che proprio nella Rerum Novarum una cosa veniva messa bene in chiaro: che il socialismo non era la risposta ai conflitti nel mondo del lavoro. Me lo spiegò l'insegnante di religione, al liceo.
E in un mondo dove la disuguglianza economica sta raggiungendo livelli conosciuti solo nell'Ancien Régime, non mi stupisce che la Chiesa prenda posizione: qualsiasi potere è un buon interlocutore, tranne il potere delle masse, che hanno il vizio di parlare di diritti universali, di eguaglianza; difficile parlare di potere con chi sostiene che non ci dovrebbe essere altro potere che quello del popolo sovrano. È gente senza timor di dio, e il Buon Pastore ha bisogno di un gregge.
Dice ma sei anticlericale. Certo che sono anticlericale, ho cervello e una memoria.
Il cervello mi serve per ricordare che negli affari secolari la Chiesa gioca sempre con entrambe le parti. E la memoria mi ricorda che Benedetto XV definì la I Guerra Mondiale "inutile strage", ma nel 1917, dopo quattro anni e milioni di caduti; il suo successore Pio XI, firmò i Patti Lateranensi con Mussolini, dittatore fascista con un passato socialista e anticlericale. Sotto il Papa successivo Pio XII, dopo il 1945 la Chiesa offrì alloggio e vie di fuga in Sudamerica a centinaia di gerarchi nazisti e fascisti, mentre il Papa si occupava di scomunicare i cristiani comunisti e di ribadire che tanto il Comunismo quanto il Capitalismo erano minacce all'ordine e all'equilibrio del focolare, che le donne erano chiamate a preservare.
Più recentemente, Papa Giovanni Paolo II, è universalmente acclamato per avere sostenuto (e per molti contribuito a causare) la caduta dei regimi comunisti in Polonia e nel resto dei Paesi della Cortina di Ferro; ma è lo stesso Papa che strinse sorridente la mano del dittatore fascista Pinochet, e girò la testa dall'altra parte mentre la CIA e i suoi sgherri massacravano i preti che in Sud America prendevano troppo alla lettera l'appoggio verbale della Chiesa alla Teologia della Liberazione.
Potremmo andare avanti quanto vogliamo, ma sono solo esempi. Vale quello che ho detto all'inizio: non guardo verso San Pietro quando si tratta di scienza, etica o politica.
Quello che mi interessa è vedere quello che succederà adesso. Se tutti cadranno nel trappolone e si limiteranno a commentare pro o contro qualsiasi cosa sembri una proposta nell'Enciclica, restando rigidamente dentro la finestra di Overton papale, o se finalmente avremo dei politici capaci di considerare i diritti e le necessità dei propri elettori e di andare oltre le affermazioni di principio di chi comunque vada, con cristiana compassione per le vittime, si siederà sempre a fianco del vincitore.
Ho finito, ma una piccola comunicazione di servizio: LUG d'Italia e altri interessati, mettetevi in contatto con il LUG di Pordenone per organizzare un gruppo d'acquisto per il libro di Weizenbaum.
Entro la fine di settimana prossima sapremo date di uscita, prezzi e quant'altro. Restate in ascolto, e naturalmente rimane aperto l'invito a chi vuole essere con noi al Linux Day a Pordenone il prossimo 24 ottobre.
