Abbiamo escluso la stupidità?

La stupidità non è una scusante, è una spiegazione del fatto di vivere nella linea temporale più stupida del multiverso.

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Abbiamo escluso la stupidità?
Lucy van Pelt - The doctor is in

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Il teatrino del digitale sembra ogni giorno di più la Nave dei Folli, al punto che a volte dubito perfino che le mie pur sovrumane capacità di trovare un filo conduttore possano bastare.

Per fortuna, quando rischio di essere travolto dal dubbio, mi ricordo un altro dei miei capisaldi culturali, le vignette dei Peanuts, in particolare quella in cui Lucy nei panni della psicologa, dovendo spiegare le ragioni di non ricordo cosa dice:

"abbiamo escluso la stupidità?"

Ecco, questa è una chiave di lettura in cui si allineano armoniosamente un sacco di pezzi sparsi:

  • ...aziende che non hanno mai generato un profitto, con perdite per miliardi, che esistono da anni solo grazie al continuo sussidio di capitali di ventura
  • ...l'intera economia americana sono sette aziende che si passano l'un l'altra un "pagherò" da cento miliardi di dollari
  • ...Microsoft confessa che l'Intelligenza Artificiale le costa più che pagare le persone
  • ...un'azienda si sveglia una mattina e scopre di avere speso 500 milioni su Claude in un mese
  • ...i giganti del digitale sono in mano a gente a cui non affideresti l'imbiancatura del salotto.

Ecco, siamo sicuri di avere escluso la stupidità?

Perché se dobbiamo credere, e ci crediamo per esperienza, al principio di Peter secondo cui ciascuno viene promosso fino al livello della propria incompetenzza, allora la stupidità non è una scusa, è una spiegazione di quello che stiamo vedendo.

Ed è anche l'enorme consolazione di sapere che non siamo noi ad esserci bevuti il cervello, siamo solo in mano a un branco di imbecilli.

Come altro spiegare una delle manovre di marketing più fantasmagoriche della storia, quella di Anthropic?

  • Anthropic il giorno 1 lascia i propri codici sorgente a disposizione del primo che passa,
  • il giorno 2 tutti si accorgono che il codice di Claude è una montagna di sterco glassato, non credete a me, andate pure a leggervi le analisi
  • il giorno Anthropic 3 annuncia un nuovo modello, Mythos, "troppo pericoloso per il rilascio al pubblico" accompagnato dalle solite statistiche inventate
  • e il giorno 4 tutti parlano esclusivamente di Mythos come se facesse qualcosa che non era possibile anche prima, anche con altri modelli linguistici, e anche senza modelli linguistici.

Davvero, leggete qualsiasi analisi e a meno di essere sotto ketamina ne concluderete che il sorgente di Claude è pura programmazione a martellate intervallata da inviti al modello linguistico a non fare cazzate, per favore.

Se a questo aggiungete il fatto che per generare profitti Anthropic, ma anche openAI, ma anche Google, dovrà a un certo punto aumentare i prezzi della cosiddetta intelligenza artificiale di quasi venti volte, capite da soli che l'inevitabilità dell'Intelligenza Artificiale è una proposizione di marketing, e nient'altro.

Prima ancora di qualsiasi discussione su cosa veramente possano fare o non fare i modelli linguistici, facciamoci una domanda molto capitalista: sono un modello di business in grado di funzionare oppure no?

Perché messa in questi termini la domanda, la risposta è: "no".

Perché a un certo punto gli investitori si stuferanno di veder bruciare i loro soldi a sussidio dei prezzi di vendita.

Perché a un certo punto smetteranno di costruire i datacenter a debito nell'attesa della meravigliosa età dell'oro.

Perché a un certo punto la sbobba prodotta dai modelli linguistici avrà un peso tale nei dati di training che i modelli cominceranno a collassare. Tutti, e tutti assieme.

L'ho già detto: questa mania dell'intelligenza artificiale fallirà miseramente, e il solo problema è che fallirà economicamente prima di poter essere demolita culturalmente, il che significa che fra trent'anni o giù di lì, tornerà ad infestarci.

Possiamo solo fare quello che dobbiamo fare adesso, e sperare che i nostri figli siano preparati.

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Nel frattempo, per non farci mancare niente, spuntano come funghi titoli come "la rivolta contro l'intelligenza artificiale", visto sull'ultimo Internazionale.

Questi media fanno tenerezza, e poi si lamentano che nessuno li legge.

Nel caso di Internazionale, l'articolo di copertina non parla di una rivolta, ma di una manifestazione di protesta, e non contro l'intelligenza artificiale, qualunque cosa sia, ma contro la costruzione di datacenter.

Detto in parole povere: gente che non vuole un datacenter vicino a casa propria per quattro motivi: inquina, consuma tutta l'acqua potabile, deprime il valore degli immobili, e fa aumentare le bollette perché le aziende di energia non scaricano i costi di espansione dell'offerta sulle aziende di AI che consumano come intere città, ma sulle utenze domestiche. Perché? Perché le utenze domestiche non possono minacciare di costruirseli da soli, i datacenter, mentre i techbro, sì.

"Viviamo nella linea temporale più stupida del multiverso" l'abbiamo già detto?

Se aveste ancora qualche dubbio, l'ultima tendenza delle agenzie di intelligence è giustificare la propria esistenza con una nuova minaccia inventata: l'estremismo anti-tech.

Visto che ormai anche mia nonna ha capito che il terrorismo transnazionale è quello che fa Israele a Gaza e in Libano, la Russia in Ucraina, e gli USA in Iran, le agenzie hanno trovato una nuova minaccia low-cost che gli permette di usare tutti i loro costosissimi giocattoli senza avere a che fare con gente capace davvero di sparargli addosso: nientepopodimeno che "l'estremismo anti-tech" [1][2], ossia tutti quei pericolosi figuri che prendono un pennarello e un cartello e scendono in piazza a dire che non è carino licenziare la gente e bruciare il pianeta per far arricchire Musk, Amodei e Altman.

Considerato che le squadre di polizia antisommossa sono specializzate nel randellare studenti e pensionati, non fa una piega.

Scherzi a parte, questa è una cosa su cui ragionare: le tecnologie hanno una propria politica[3], lo sappiamo da quasi cinquant'anni, anche se puoi laurearti in ingegneria o in informatica senza che nessuno te lo spieghi.

Dopo l'11 settembre, gli Stati Uniti, completamente incapaci di capire cosa fosse successo e perché, hanno ampliato a dismisura i propri apparati di sorveglianza, e li hanno sguinzagliat contro palestre, organizzazioni sindacali, gruppi pacifisti, chiunque non applaudisse ciecamente la linea governativa che vedeva gli USA come povera vittima innocente, colpita perché incarnava i sacri valori di Mercato e Libertà, rigorosamente in quest'ordine.

Venticinque anni dopo vediamo benissimo che quella fu una involuzione fascista, di cui oggi si vedono i risultati interni ed esterni.

Il problema è che l'Europa, come sempre, è andata al seguito, e oggi anche da noi la deriva fascistoide comincia a essere percepibile:

  • nella retorica contro i migranti (che se si smettesse di bombardarli non migrerebbero),
  • nella russofobia d'accatto in una questione ucraina ingegnerizzata e finanziata dagli Stati Uniti,
  • e nella retorica militarista di una Europa che dovrebbe investire in armamenti per "avere maggior peso internazionale", naturalmente senza dire quando, come e contro chi questi armamenti dovrebbero essere usati, e soprattutto chi nome e cognome dovrebbe andare eventualmente al fronte.

Possiamo anche vivere nella linea temporale più stupida del multiverso, ma stupido non significa innocuo. Apriamo un po' gli occhi.

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Veniamo a questioni pratiche, il libro di Weizenbaum: l'editore mi ha fatto il simpatico scherzetto di scoprire dopo sette mesi che non ha più un contratto con il traduttore.

Ho già debitamente invocato numerose divinità colpevolmente dimenticate dalla storia, ma a questo punto mi sono stufato di perdere tempo. Il traduttore dell'edizione è un certo Federico Tibone, che purtroppo non conosco.

Ma si dà il caso che abbia prodotto quasi una ventina di libri con Zanichelli, che non è un cattivo nome nell'editoria.

Quindi ho già scritto a Zanichelli, ho spiegato la situazione, e ho chiesto che mi mettano in contatto con Tibone per fare, a questo punto, una ristampa del Weizenbaum con Zanichelli.

Non ho illusioni sui tempi aziendali di un gigante del genere. Ma, per una volta, non credo di essere solo. Se conoscete Tibone, o se conoscete un dirigente in Zanichelli che sappia prendere una decisione in meno di un'era geologica, metteteli in contatto con me.

Se non conoscete nessuno, spendete due minuti e scrivete a Zanichelli chiedendo quando pubblicheranno "Il potere del computer e la ragione umana" di Joseph Weizenbaum.

Fatevi sentire, rompete le palle. Perché giuro, a costo di ritradurlo io quest'estate e fare un'autoproduzione, a Pordenone il Weizenbaum per il di ELIZA ce lo porto.

A questo punto, è una questione di principio.


  1. Feds Targeting Anti-Tech Extremism As AI Backlash Spreads↩︎, The New American
  2. US Law Enforcement Warns Of Anti-Tech Extremism, Wired.com↩︎
  3. Do Artifacts Have Politics?, Langdon Winner, 1980↩︎