DK10x38 - È arrivato il fenomeno

Per quanto corrotta e stupida la corte, i cantori non mancano mai.

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DK10x38 - È arrivato il fenomeno
Photo by mehdi pezhvak / Unsplash

Ascolta l'episodio su Spreaker.com

Ho letto con una certa fatica una breve intervista sul Sole24Ore a firma di Roberto Manzocco, segnalatami dall'implacabile Daniele.

Inizialmente avevo desistito, non tanto perché avevo 32 gradi in casa, ma per l'incipit:

I dati personali sono il nuovo petrolio.

Che è sempre stata una stronzata sesquipedale, ma nella mia ingenuità pensavo che dopo dopo dieci anni che ne parliamo e che tutti vedono con i loro occhi che interessi serve, pensavo fosse almeno passata silenziosamente nel dimenticatoio degli AI bro.

E invece no, perché arriva il fenomeno che si mette a fare discorsi come se fossimo a Dicembre 2022, avessero lanciato chatGPT ieri, e non ci avessero già strinato i cabbasisi a suon di puttanate.

Parliamo del prof. Stefan Lorenz Sorgner, filosofo transumanista che insegna alla John Cabot University a Roma.

Come già Cesare ragazzi, anche Sorgner ha avuto un'idea meravigliosa: i problemi dell'Europa derivano dal fatto che non fa come gli USA e la Cina.

Ascoltate:

“Per addestrare un’IA affidabile, abbiamo bisogno di raccolte strutturate ed esaurienti di dati digitali reali e personalizzati. Se le persone possono scegliere di non partecipare, il bacino di dati diventa frammentato e distorto, rendendolo inutile per ottenere informazioni cruciali".

Io direi che qualcuno deve prima dimostrare che addestrare un'IA affidabile, qualsiasi cosa ciò significhi, sia un obiettivo necessario o almeno desiderabile. Abbiamo detto mille volte che Intelligenza Artificiale è un termine di marketing che vuol dire tutto e niente.

E occhio, non lo dico io. John McCarthy, che il termine lo ha inventato, ha detto di averlo scelto proprio perché lo considerava ideale per attrarre fondi di ricerca.

Seconda cosa, le caratteristiche della raccolta dei dati dipendono dall'obiettivo che si ha.
"Raccogliamo tutti i dati, poi vediamo quali ci servono" non è solo lo slogan degli AI bro, ma anche quello dei loro eterni finanziatori nell'intelligence e nella Difesa statunitensi.

Ipotizzare a priori una raccolta universale di dati addirittura biometrici, per di più obbligatoria, significa non avere idea della pericolosità intrinseca di qualsiasi raccolta di dati, soprattutto quando non ha vincoli precisi.

E naturalmente, se arriva un altro fenomeno a dire "eh no, ma si dice prima a cosa serve la raccolta e poi li si usa olo per quello", complimenti genio, hai citato il GDPR.

Ma andiamo avanti con l'intervista di Manzocco, che sintetizza:

I dati digitali guidano il progresso del XXI secolo in tre aree fondamentali: la ricerca scientifica, l’elaborazione di politiche basate su dati concreti e l’ingegneria, in particolare l’IA medica. Per addestrare l’IA a individuare anche le patologie più rare, un set di dati completo è imprescindibile.” (Manzocco, 2026)

Di nuovo, siamo di fronte a ipotesi, di moda finché volete ma tutte da dimostrare; come è da dimostrare che queste ipotesi richiedano necessariamente la raccolta universale e obbligatoria di cui parlava Sorgner poco fa. Perché il passaggio logico mi manca tanto quanto la fondatezza delle ipotesi.

Riguardo alla ricerca scientifica, per dirne una, il vaccino per il COVID lo hanno fatto a Cambridge e in Germania, non negli USA. E lo hanno realizzato facendo ricerca, non tritando dati personali.

Fin qui è tutta fuffa Andiamo avanti.

Se l’Ue - continua Sorgner - vuole rimanere competitiva, dobbiamo abbandonare il GDPR…

Eccolo là, il famoso GDPR che limita le imprese e frena lo sviluppo, l'argomento preferito degli algopirla e di quelli che non sanno di cosa parlano. È molto divertente, perché è un argomento mutante. Ogni volta che chiedi spiegazioni ti fanno un esempio generico, tu lo smonti, e loro, "no, ma anche".

E il registro dei trattamenti non va bene. Ma anche le informative non vanno bene. Ma anche la necessità del consenso non va bene. Ma anche la minimizzazione non va bene. Ma anche le misure di sicurezza non vanno bene.

Abbiate il coraggio di dirlo chiaramente: vi rompe il cazzo dover fare qualsiasi cosa che non sia cercare il vostro profitto individuale. Abbiate il coraggio di ammetterlo, il vostro ideale di industria è quella dell'Ottocento, sessanta ore la settimana e operai di dodici anni.

Andiamo avanti.

Nel XXI secolo, i dati digitali personalizzati e, in particolare i dati biometrici, sono la nuova moneta del benessere pubblico

Sai che novità, è uno slogan del 2006, ed è una stupidata in qualsiasi modo lo giri, funziona solo come messaggio di marketing. Da un professore mi aspetterei di più.

Ma di nuovo Sorgner:

«La mia proposta è un Contratto Sociale sui Dati: i cittadini forniscono i propri dati biometrici a un sistema centralizzato e governato democraticamente. In cambio, lo Stato garantisce “libertà positive”, come un sistema sanitario universale e iper-personalizzato, l’accesso a tecnologie mediche all’avanguardia e una maggiore durata della vita in buona salute. La condivisione dei dati biometrici deve diventare un dovere civico».

Fatemi capire, lo Stato incamera i dati di tutti, a ciclo continuo, e tutti vivranno felici e contenti? Cosa ci impedisce di vivere felici e contenti finanziando lo stato sociale senza questo nuovo Contratto Sociale sui Dati: le ipotesi non dimostrate di cui abbiamo parlato prima?

Che meraviglioso ragionamento circolare.

Questa idea meravigliosa Sorgner la chiama Euro-transumanesimo. Che è diverso dal transumanesimo perché dovrebbe avere luogo in Europa. È una differenza sostanziale.

Chi mi segue ormai sa che quando uno arriva e ti dice che i dati sono il nuovo petrolio lo stronzatometro ha un picco. Ma Sorgner non si limita a questo, che sarebbe solo uno slogan vecchio di vent'anni e dimostrato falso un'infinità di volte. No, lui, in quanto filosofo, fa un ragionamento. Sto usando questa parola nell'accezione più ampia possibil, perché state sentendo, di che calibro è il ragionamento.

Dice Sorgner, adesso noi cediamo i dati personali a Google in cambio di una mail gratuita, sai che roba. Invece, cito

in un quadro democratico, la raccolta dei dati sarebbe obbligatoria, ma in cambio i cittadini otterrebbero una trasparenza assoluta…

Non so in quale armadio abbia vissuto il professore negli ultimi otto anni, ma la trasparenza sull'utilizzo dei propri dati personali è garantita proprio da quel GDPR che lui vorrebbe abbandonare.

Se c'è qualcosa del GDPR che lascia a desiderare, è la sua applicazione da parte delle autorità Garanti, che operano a macchia di leopardo, si lasciano trascinare per anni e alla fine applicano ai giganti del digitale sanzioni del tutto inefficaci.

Ecco, questo è qualcosa che potremmo abbandonare, non certo i principi del GDPR, che vengono copiati in tutto il mondo (meno negli USA, ma perché lì i diritti umani si limitano al diritto del consumatore, e poi ora sono troppo occupati a diventare una plutocrazia fascistoide).

Andiamo avanti. Sintetizza Manzocco:

Trattando i dati come una tassa pubblica elaborata da algoritmi incorruttibili piuttosto che da attori umani facilmente compromettibili, ci assicureremmo che l'IA sia addestrata sul mondo reale di tutti i cittadini.

Di nuovo, su quale pianeta vive il professor Sorgner?
Ah già, insegna a Roma, e allora cosa si fuma, e soprattutto, perché non la passa?

Battute a parte, "algoritmi incorruttibili" è un'idiozia che vive nell'Olimpo delle idiozie, a fianco delle blockchain, dei "contratti software" e del nostro futuro nel Metaverso.

Non so, vogliamo parlare dell'incorruttibilità dell'algoritmo che l'altr'anno fece le graduatorie dei precari della scuola?

L'incorruttibilità degli algoritmi non appartiene a questo mondo, ma sono sicuro che qualsiasi venditore di algoritmi mi darebbe volentieri torto.

L'articolo di Manzocco si chiude in gloria:

“Secondo Sorgner dal punto di vista digitale, l’Ue non ha nemmeno raggiunto il Medioevo”… “Poiché la prosperità economica e scientifica dipende ora principalmente dai Big Data, il GDPR ha di fatto danneggiato il vantaggio competitivo dell’Europa.”

Mi dispiace vedere una simile quantità di stronzate pubblicata sul Sole, sarà che ci ha lavorato Quintarelli. Quest'ultimo barrage di stronzate non vale nemmeno il fiato per chiamarle per nome. Ma purtroppo, come tutte le stronzate che girano attorno all'Intelligenza Artificiale, fanno un sacco bene alla carriera.

Giusto una cosa per chiudere. Il transumanesimo, come l'accelerazionismo, come l'Altruismo Efficace, sono apologetica per plutocrati; gli fornisce scuse acchiappapolli come l'Intelligenza Artificiale Generale e la Singolarità, per ignorare i propri obblighi civici e dedicarsi al proprio tossico interesse personale: come dice Cory Doctorow, non c'è modo di realizzare miliardi senza far male alle persone.

E il male alle persone va inteso in senso letterale, perché grattando il transumanesimo scopri l'eugenetica, scopri la scienza della razza, e tutto un armamentario di sterco intellettuale che Sorgner, da tedesco, dovrebbe conoscere bene, e che pensavano fosse possibile consegnare per sempre alle fogne della storia e che invece viene riportato in auge da inutili riccastri ghigliottinabili.

Ma c'è sempre quello che, vedendo un inutile riccastro, pensa che suonandogli il mandolino si finisce per cenare in villa.