DK10x31 - Scricchiolii

Share
DK10x31 - Scricchiolii
Photo by Dennis Zhang / Unsplash

Quando qualcosa crolla, prima scricchiola.

Da qualche giorno, ci sono delle coincidenze che mi danno da pensare. E pensare è un'attività perfino sovversiva in questi tempi in cui tutti gli incentivi premiano soltanto le nostre reazioni istintive.

Fatemi mettere assieme un po' di pezzi e vediamo se anche voi cominciate a vedere quello che vedo io.

La prima cosa, ovviamente, è che le assicurazioni stanno come un sol uomo smettendo di stipulare polizze per danni causati dall'intelligenza artificiale.

Questa è gente che ai soldi sta attenta, e il fatto che non vogliano pagare certe cose ha una spiegazione molto semplice: il rischio di dover pagare è troppo alto.

Abbiamo un primo segnale: dopo quattro anni di propaganda incessante, quelli che dovrebbero aiutare a contenere i rischi, vedono rischi troppo grandi. Interessante, andiamo avanti.

Seconda cosa: i grandi istituti bancari stanno reincartando i rischi dei prestiti ai mega datacenter in strumenti finanziari per il mercato al consumo che si chiamano… Obbligazioni di debito collateralizzato.

Se non vi dice niente, stiamo parlando dei CDO di cui abbiamo visto i risultati nel crack del 2008. In quel caso le obbligazioni rivendevano il rischio di mutui subprime, in questo caso rivendono il rischio di prestiti ai costruttori di megadatacenter. Il rischio essendo, ovviamente, che mutui e prestiti non vengano ripagati.

Nel 2008, il crac fu dovuto al fatto che la stragrande maggioranza dei CDO era relativo a mutui che erano stati concessi a chiunque e al suo cane, gente che non avrebbe mai ripagato il prestito. Oggi, invece, i CDO sono relativi ai prestiti rilasciati a serissimi imprenditori dell'Intelligenza Artificiale per la costruzione di datacenter di dimensioni comparabili alle visioni mistiche che Sam Altman illustra ai propri investitori: mostri da 160Km^2, praticamente un quadrato di dodici kilometri e mezzo di lato, praticamente l'intera città di Milano, dalla Bicocca a San Donato e dal Parco delle Cave a Lambrate.

C'è solo il piccolo problema che non c'è l'elettricità per farli funzionare, e infatti uno dei pochi datacenter veramente costruiti, quello di Musk in Minnesota, funziona con una cinquantina di turbine a gas perché la fornitura locale di elettricità non è nemmeno lontanamente sufficiente.

A parole, c'è una corsa all'oro nella costruzione di datacenter, perché i signorotti dell'Intelligenza Artificiale parlano a destra e a manca di fantastiliardi di investimenti (ovviamente di soldi altrui), che verranno ripagati non appena l'Intelligenza Artificiale, tra due o tre anni, funzionerà come ci promettono ogni semestre da cinque anni.

Nei fatti, la maggioranza dei datacenter ha a malapena iniziato i lavori, e come ci racconta Ed Zitron, i soldi per completarli e soprattutto per farli rendere non esistono.


Altra notiziola: il carrozzone dell'Intelligenza Artificiale sta facendo di tutto per agganciarsi alle commesse statali, in primis quelle della difesa.

Anthropic ha fatto carte false per entrare al Pentagono, usando poi l'aggressione israelo-statunitense all'Iran come momento promozionale. Ve li ricordate i titoli, "Anthropic aiuta il Pentagono a pianificare 1000 missioni nelle prime 24 ore", incluso il bombardamento di una scuola media che però curiosamente nessuno ha voluto attribuirsi.

Naturalmente, due mesi e mezzo dopo, l'esercito più potente del mondo, assistito dall'Intelligenza Artificiale, non sa come tirarsi fuori dall'ennesima sconfitta; lo stretto di Hormuz, che prima dell'attacco era libero, paga pedaggio all'Iran, e tre portaerei della marina statunitense, quelli di Top Gun, stanno con i loro gruppi di battaglia il più possibile fuori vista per evitare di perdere una portaerei contro due poveracci su un motoscafo imbottito di tritolo.

openAI, dall'alto dei suoi risultati, è invece riuscita ad assicurarsi l'analisi dei dati di decenni di test nucleari, una cosa per la quale un rappresentante di openAI si è dovuto presentare ammanettato a una valigetta per installare chatGPT sui blindatissimi supercomputer del centro di ricerche di Los Alamos.

In quale modo un modello linguistico, che deve essere istruito separatamente su quante erre ci siano in "raspberry", possa servire nell'analisi di dati, è al di là della mia comprensione, ma evidentemente anche a Los Alamos credono alla magia.


Contemporaneamente, a seguito delle richieste di nessuno, continua la corsa dei produttori a mettere la cosiddetta Intelligenza Artificiale dentro qualsiasi cosa, Google annuncia un Googlebook nel quale Gemini interpreta ogni mossa e decisione dell'utente, naturalmente con un'interfaccia vocale. Sarà un successone negli uffici.

Viene quasi da pensare che tutto questo impegno, a fronte di nessuna richiesta da parte del mercato, sembra avere come unico scopo quello di alzare il prezzo di un ritorno allo status quo ante, una volta che la bolla speculativa sarà scoppiata. Ma occorrerebbe essere sospettosi e pure malfidati.


Fuori dalle notizie economiche, CEO dell'Intelligenza Artificiale rilasciano a giornalisti azzerbinati interviste a ciclo continuo in cui hanno mano libera per dire senza uno straccio di indizio quanto sono importanti, e che l'Intelligenza Artificiale cambia tutto, e che il lavoro (ovviamente il nostro, non il loro) cambierà per sempre, e che siccome quello che stanno facendo è così importante, forse dovrebbe intervenire lo Stato per aiutarli se dovessero avere problemi finanziari.

Ora, delle due l'una: o vendi un prodotto che qualcuno vuole, e allora non si capisce perché dovresti avere problemi finanziari, e soprattutto perché lo Stato ti dovrebbe aiutare a superarli.

Oppure hai problemi finanziari perché da quattro anni stai vendendo a prezzi stracciati un prodotto che nessuno è disposto a pagare quanto serve per coprire i tuoi costi, e in questo caso, i problemi finanziari si chiamano "la bolla speculative dentro la quale sei cresciuto" e visto che esiste il libero mercato, te li dovresti spupazzare tu.

Giusto per ripeterci, Anthropic spende dagli 8 ai 13 dollari per ogni dollaro per ogni dollaro di incasso (e la fonte è la Harvard Business Review, non "Rivoluzione Comunista"). Fino a oggi, la differenza continua a essere coperta dai soldi degli investitori, o dalle commesse statali, tanto paga Pantalone. Ma prima o poi i sussidi finiscono, e io non vedo aziende in coda per il privilegio di spendere cinque o diecimila dollari al mese a programmatore per farli giocare con Claude.

Sappiamo da almeno due anni che i bilanci dell'Intelligenza Artificiale non stanno in piedi nemmeno con un tutore. Sappiamo da almeno due anni che i famosi "investimenti" che ci annunciano ogni settimana sono in realtà una partita di giro in cui ciascuno promette gli stessi cento miliardi di dollari, tipicamente sotto forma di crediti, e poi li mette a bilancio come introiti.

Meme da Wolf of Wall Street. Altman: Vendimi questa penna - Huang: ti presto io i soldi per comprarla
Altman: Vendimi questa penna - Huang: ti presto io i soldi per comprarla

C'è un meme che gira, riadattato da "the wolf of Wall Street". Nel primo quadro Sam Altman con una penna in mano dice "Vendimi questa penna". Nel secondo c'è Jensen Huang, CEO di NVIDIA che dice "ti presto io i soldi per comprarla."

Fa ridere, ma con la quantità di soldi che ci sono in ballo dovremmo essere terrorizzati.

Chiunque non sia in uno stato di allucinazione e senta i numeri snocciolati da Sam Altman e soci capisce immediatamente di trovarsi di fronte a un venditore di fumo. E non lo dico io: la sua stessa CFO dice che, con i conti che ha, openAI non può permettersi di tentare una quotazione quest'anno.

Stiamo vivendo in una bolla speculativa le cui dimensioni fanno impallidire perfino il 2008.
La totalità della crescita del PIL statunitense negli ultimi anni è dovuta esclusivamente alla sopravvalutazione speculativa dei titoli dell'Intelligenza Artificiale, ma finché tutti ci credono, la speculazione tiene.

Musk, che è più furbo di Altman, ha fuso xAI e le sue perdite dentro SpaceX e le sue commesse militari blindate, e con ogni probabilità si quoterà entro l'anno.

Nientemeno che il Wall Street Journal ci racconta di come S&P stia cercando di riscrivere le proprie regole per poter includere openAI, SpaceX e Anthropic in indici come lo S&P 500. L'idea è che le regole, che fino a qui imponevano di aspettare un anno dalla quotazione e soprattutto di riportare profitti per poter essere incluse nell'indice, verrebbero ignorate nel caso di Initial Public Offering sufficientemente grandi da entrare direttamente fra i primi cento titoli per valore.

Il fatto che il valore di Anthropic, xAI e openAI sia fin qui puramente immaginario, evidentemente non preoccupa nessuno.

E chi li compra i titoli compresi negli indici? I fondi di investimento e i fondi pensione. Cioè i risparmiatori.

Il Sole 24 ore di oggi, domenica 17 maggio 2026, ha ancora il coraggio di titolare:

Dal credito all'high-tech profitti su del 20%. Gli utili 2026 spingono Wall Street.

Io, che non sono pagato da Confindustria, vedo lo stesso mondo e arrivo a conclusioni leggermente diverse.

Fino a due anni fa si poteva dire, e si diceva, che i critici dell'Intelligenza Artificiale parlavano per partito preso, o che erano in malafede, i soliti luddisti nemici del progresso.

Fino a un anno fa si poteva ancora sostenere, e si sosteneva, che il livello degli investimenti indicava un'industria in espansione, specialmente ignorando che gli investimenti erano circolari.

Ma oggi gli scricchiolii vengono dall'interno dell'establishment, parliamo di banche, di assicurazioni, di borse, non esattamente gente che entra o esce da un investimento perché è di moda.
E l'establishment si sta preparando al crollo, scaricando sul pubblico titoli che perderanno il 100% del valore nel momento in cui il mercato si risveglierà dalla trance.

Come nel 2008, l'economia reale verrà polverizzata dal tracollo dei valori immaginari dell'economia speculativa. Gli Stati interverranno per salvare i colpevoli, e il conto lo pagheremo tutti quanti noi.

La nostra unica consolazione sarà ricordarci nomi e cognomi degli algopirla che hanno costruito il disastro, e degli utili idioti, cantori e politici, che gli hanno dato corda. E, stavolta, chiedergli il conto.

A tutti.