DK10x20 - Decoupling, la lista della spesa
Si fa presto a dire sovranità digitale, da dove partiamo? E in che direzione andiamo? Più tre notiziole per distrarsi.
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Ne succede una ogni giorno. Di cosa dovremmo parlare, del discorso di Harari a Davos?
Di Musk che vuole fondere xAI e SpaceX? Di Clawdbot? Dell'ICE a Cortina?
Sono tutte distrazioni che valgono una frase. La spendiamo, e poi parliamo della lista della spesa.
Sigla.
Allora vediamo di toglierci dai piedi le quisquilie.
Primo, Harari a Davos ha tenuto un discorso sulla AI. Ho resistito fino alla frase di apertura, quando dice
l'AI non è uno strumento, è un agente
un'affermazione così idiota, e peraltro completamente falsa, da convincermi a chiudere il video.
I latini dicevano ex falso quodlibet, da una affermazione falsa si può trarre qualunque conclusione. Quindi Harari tira le sue, e io la mia, che Harari non e un intellettuale, è il trovatore alla corte di Big Tech. Non ho altro da dire sul soggetto.
Secondo punto, Musk se ne esce con la sua idea meravigliosa, e siccome i capelli se li è già trapiantati, vuole prendere un'azienda che come modello di business brucia soldi, xAI, e fonderla con una che vive di commesse statali finché c'è Trump, SpaceX, per poi quotarle in borsa e intascarsi una montagna di soldi dei fessi che credono ai datacenter nello spazio e alla colonizzazione privata di Marte.
Terzo, Clawdbot. Uno si è svegliato una mattina e ha trovato il modo per aumentare a dismisura le spese in chatbot. Buon per lui. Ci sono già frotte di entusiasti che esultano "Jarvis esiste!" (Jarvis essendo la AI maggiordomo di Iron Man).
Uno, complimenti, il vostro immaginario è stato pensato per gli adolescenti degli anni '60, e due, se l'idea di agganciare tutti i vostri canali di comunicazione e perché no la carta di credito a un generatore di testo vi sembra percorribile, meritate tutto quello che inevitabilmente vi arriverà.
Quarto, l'ICE a Cortina. Per ammissione degli stessi americani, ci sarà. Che poi siano proprio quelli dell'ICE, cioè il ramo operativo, o quelli del ramo investigativo, francamente me ne infischio. Sono sempre della Homeland Security, il che significa che appartengono alla deriva fascista degli USA.
La Russa dice che non si può mettere in discussione chi mandano. E ha ragione, da decenni ci sono accordi internazionali in cui ogni stato fornisce il proprio contributo di sicurezza a grandi eventi internazionali, quando partecipano atleti israeliani li segue il Mossad, non capisco quale sia la difficoltà di La Russa ad ammetterlo.
Occorre anche dire che gli accordi internazionali si cambiano, quando serve. E se serve a rimandare a casa loro i maiali della Homeland Security, non vedo cosa impedisca a un governo degno di questo nome di farlo. O forse il governo di valori italici, virili e romani manca di spina dorsale?
John Bolton, alla giornalista di Repubblica che gli chiedeva la sua opinione sulle obiezioni alla presenza di ICE ha risposto: "citami pure: andate affanculo, forse dovremmo ritirare la squadra olimpica". Vadi, contessa, vadi.
La sola cosa che mi preoccupa, è che le forze di sicurezza straniere rispondono al comando italiano, il che significa che quelli di ICE saranno praticamente pubblici ufficiali.
E quindi, se uno li spernacchia e magari gli rivela chi era veramente la loro madre cosa fa, si becca una denuncia per oltraggio? Magari lo arrestano, o lo sparano, nella miglior tradizione del Minnesota?
Francamente, non ce li vedo i maiali di ICE a prendere ordini. Sono teppisti di strada che prima sparano e poi fanno domande. Francamente, basta un qualsiasi filmato di loro in azione, a Minneapolis o altrove, per convincere chiunque che quella gente, fuori dagli USA, non deve poter disporre di nessuna autorità e nessuna copertura.
E ora passiamo alla cosa su cui vale la pena spendere energie mentali. La lista della spesa della sovranità digitale.
pausa
Partiamo dai fondamentali, ok?
Benissimo, la prima cosa fondamentale da capire è che per riportare la dipendenza strategica dagli Stati Uniti a livelli in cui abbia davvero senso parlare di sovranità digitale ci vorranno degli anni, e un sacco di soldi.
Personalmente non lo vedo come un problema. Quando c'è stato da fare gli atlantisti de fero, dalla sera alla mattina abbiamo messo alla porta uno dei nostri principali partner commerciali e il primo fornitore di gas, la Russia. Non abbiamo battuto ciglio, i soldi si è miracolosamente scoperto che li avevamo, e il risultato è che da dieci anni indietro sui piani di sviluppo dell'energia solare, ci ritroviamo quindici anni avanti.
E tutto questo lo abbiamo fatto per continuare a credere, contro ogni evidenza, che esistesse un Occidente, sempre che fosse mai esistito.
Ora che Trump ha detto chiaramente che non esiste nessun Occidente, esistono solo gli Stati Uniti, forse possiamo mettere in campo le stesse energie per fare il nostro, di interesse, quello dell'Europa.
Magari invece di buttare 800 miliardi di euro in ulteriori spese militari che non si capisce a cosa servano, possiamo prima creare qualcosa che valga la pena difendere militarmente.
La seconda cosa da capire è che non andiamo da nessuna parte fino a quando garantiamo per legge un monopolio naturale a qualsiasi prodotto tecnologico americano. Mi riferisco ovviamente alle clausole anticirconvenzione che dal 2000 abbiamo inserito nelle nostre leggi sulla proprietà intellettuale dietro pressioni degli Stati Uniti.
Sono clausole che ci impediscono di sfruttare la migliore arma esistente contro l'oligopolio: la compatibilità antagonista. Significa che tu puoi costruire qualcosa, ma io posso creare qualcosa di compatibile che funzioni magari perfino meglio.
Nessuno che dica di credere nel mercato e nella concorrenza può negare che le clausole anticirconvenzione, castrando la concorrenza, sono una distorsione del mercato.
Le abbiamo adottate perché gli USA minacciavano di applicarci dei dazi. Beh, i dazi li hanno applicati lo stesso, quindi si fottano loro e la loro anticirconvenzione.
Quindi, chiarito che la sovranità è un percorso, da dove partiamo, e che strada prendiamo?
Riconoscere l'esistenza del CLOUD Act
Il primo passo per risolvere un problema è riconoscere che esiste.
Lo US CLOUD Act stabilisce che il governo degli Stati Uniti possa ordinare a qualsiasi azienda statunitense di garantire l'accesso a tutti i suoi dati, sia che riguardino cittadini americani che non, ovunque questi dati siano conservati. E lo stesso CLOUD Act stabilisce che il governo possa vincolare l'azienda al silenzio riguardo a questo tipo di richieste.
Siccome evidentemente il significato d tutto questo non è chiaro,l'estate scorsa il governo francese ha audito il rappresentante di Microsoft in Europa e gli ha chiesto lumi. E quello ha candidamente ammesso che Microsoft non può garantire la riservatezza dei dati francesi di fronte a una richiesta del governo americano.
E quello che vale per Microsoft, vale per Google e vale per Amazon.
Quindi quando Amazon vuole far passare come "cloud sovrano" una sua consociata in Europa dove il consiglio di amministrazione e interamente di cittadini europei, occorre riconoscere la bufala: non c'è alcuna differenza fra Amazon Web Services Ireland, che è un'azienda di diritto irlandese, e qualsiasi altra consociata. Non importa il consiglio di amministrazione, importa la proprietà ultima. Se appartiene agli americani, gli Stati Uniti hanno per legge un accesso segreto ai dati che gestisce, checché ne dicano le leggi europee.
Quindi il problema è che dobbiamo proprio togliere gli americani dall'equazione.
Il cloud della PA
Il primo passo secondo me è una inversione a U sul cloud della PA. Non è ammissibile che il governo investa in infrastrutture strategiche che un rivale può negare a comando.
Quindi qualcuno scuota dal torpore letargico gli spartani della Agenzia per la Cibersicurezza-con-la-ipsilon Nazionale e gli riveli che il loro meraviglioso Polo Nazionale di Sicurezza e il Perimetro di Sicurezza Strategica affidati ai campioni nazionali Tim, Leonardo e SOGEI che subappaltano romanamente a Amazon, Google e Microsoft, è leggermente al disotto delle aspettative, per non dire che è una cagata pazzesca.
Il Polo Strategico Nazionale va rifatto dalle fondamenta, con subfornitori esclusivamente europei che operino su standard aperti e garantiscano distribuzione, resilienza, auditabilità, non centralizzazione e scala. Il mito della scala serve esclusivamente all'oligopolio di Big Tech, e l'Europa non ha bisogno né di una né dell'altro.
Ancora più in fretta si può procedere alla rimozione del cloud statunitense dalla scuola.
Tempo un mese, riallocare tutti i domini degli istituti di istruzione a fornitori europei, insegnare ai ragazzi a usare un vero cloud di posta, e ciao Google.
Non me ne può importare di meno se la prof trova tanto comodo mettere il pdf su Google Drive. Basta e avanza il registro elettronico.
E se non basta, magari stavolta la gara d'appalto la facciamo per un registro elettronico che serva a qualcosa di più che segnare le assenze?
Pagamenti digitali
Rendiamoci conto che i sistemi di pagamento digitali si appoggiano quasi tutti su Visa e Mastercard.
Come ha detto giorni fa la presidente della Commissione per gli Affari Monetari ed Economici della UE, Aurore Lalucq, abbiamo bisogno di un "Airbus dei pagamenti".
Di pari passo, dobbiamo sganciare SWIFT dalla morsa americana. SWIFT è il sistema internazionale di pagamenti interbancari, ed è una società di diritto belga di cui sono socie tutte le banche che partecipano al sistea.
Le quote societarie vengono riassegnate ogni tre anni sulla base dei volumi prodotti dai soci, in modo che i soci che muovono più liquidi abbiano maggior voce. I soci poi eleggono il consiglio di amministrazione.
Siccome l'economia americana è principalmente finanza, SWIFT è in mano americana. Per i motivi che ognuno capisce, occorre che questo cambi, o abolendo la regola per cui le quote vengono riassegnate in base ai movimenti prodotti, o modificando lo statuto societario per garantire che sia l'Europa ad avere l'ultima parola.
Le sanzioni che hanno interdetto a Russia e Cina l'accesso a SWIFT hanno avuto come unico effetto che entrambe si sono create la loro alternativa sovrana. A questo punto, se l'Europa non è in grado di imporre la neutralità di SWIFT, allora tanto vale che ne rivendichi la sola sovranità; gli americani si facciano pure il loro sistema.
CPU e OS
Se voglio un PC posso scegliere se ha una CPU Intel (americana) o AMD (americana). Entrambe hanno architetture strettamente proprietarie, non auditabili, con più di un punto dolente. Quello che si chiama Intel Management Engine, per esempio (AMD ha la sua versione) è un intero sistema operativo (MINIX) completamente al difuori del controllo dell'utente, che gira indipendentemente e in modo invisibile a, e irraggiungibile da, qualsiasi sistema operativo decido di montare. Nessuno sa cosa faccia, quando e come, perché signora mia è proprietario.
Siccome a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia mai, io sono convinto che se qualcuno schiaccia un bottone a Washington, il mio PC si spegne. Oh, magari sono io, eh, Intel ha bisogno di un intero sistema operativo nascosto dentro una CPU come Microsoft ha bisogno di ricevere gigabite di telemetria per garantire la qualità di Windows.
Ecco, appunto.
Quindi serve una CPU europea. Non si fa in un mese, ma possiamo prenderci il tempo per farla bene, una CPU auditabile, senza trucchetti nascosti. E se la creiamo, state certi che non la compreremo solo noi. Potremmo perfino scoprire che senza trucchetti nascosti possiamo restare indietro di qualche generazione a parità di prestazioni. Tiro a indovinare, ma ricordate cosa ha detto Rich Terrile, uno scienziato del Jet Propulsion Lab della NASA
Abbiamo tutti in tasca un computer enormemente più potente di quello che abiamo montato sul Voyager. Non dico il cellulare, dico la chiave elettronica dell'auto.
Una CPU non serve a nulla senza un sistema operativo. Anche qui non c'è scelta, o Windows o MacOS. L'Europa deve creare un proprio sistema operativo, ma può già partire da metà strada: Linux. Dice, eh ma Linux ha un'interfaccia arretrata.
Sì, ed è un sistema operativo tenuto in piedi da volontari, e allora? Se l'Europa decide, sceglie una distribuzione LINUX qualsiasi e dà una bella rimaneggiata alla parte di User Interface. Di cosa stiamo parlando, venti, trent'anni uomo? Cento? Sono bruscolini. E ci sarebbe il vantaggio di riaprire la ricerca nelle UI che è ferma alle idee e alle astrazioni degli anni '70, quando Xerox creò l'interfaccia WIMP come la conosciamo oggi: windows, icons, menus, pointing device cioè finestre, icone, menu, e mouse.
Stack software
La supply chain del software è un altro punto dolente.
Sono americane Github e Gitlab, Gitea e HuggingFace dove vengono conservati quasi tutti i sorgenti. Qualsiasi linguaggio di programmazione usiate, sono americani tutti i sistemi di gestione delle dipendenze: Dependabot, deps.dev, AWS CodeArtifact, Azure Artifacts, Google Artifact Registry, Docker Hub.
Sono americani quasi tutti i registry dei pacchetti: npm, PyPI, conda/Anaconda per Python, RubyGems, NuGet, Go module Proxy, Homebrew, CPAN
Prendete il vostro stack software e date un'occhiata. La situazione può apparire desolante, ma significa soltanto che c'è da fare, qui c'è lavoro per anni, e lavoro vero, non il lavoro da scimmie che scrivono prompt per cose che non capiscono, che a sentire gli idioti dell'AI sarebbe il futuro cui tutti dovremmo aspirare.
Potrei andare avanti per ore, ma voi vi annoiereste, e qui è mezzanotte e io domattina lavoro.
E prima che arrivi qualcuno a dire che l'Europa non ha fatto software e dovremmo solo ringraziare gli americani, l'Europa ha creato il Web, Linux, git, VLC, openStreetMap.
L'Europa del software ha creato risorse comuni e aperte, gli americani ci hanno costruito sopra dei monopoli. È ora di riprenderci ciò che è nostro.
Il punto è sempre quello. Sostiuire un prodotto proprietario statunitense con uno europeo interamente open source, aperto, auditabile, vendibile a chiunque voglia affrancarsi dal lock-in dei propri fornitori. Il che vuol dire tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti.
Mettiamola così, Trump ci ha fatto finalmente capire che l'open source non è una fisima da centro sociale, è una necessità economica per affrancarsi dall'oligopolio di BigTech: in primis per evitare che possa venire usato come strumento di pressione politica, e poi per rilanciare industrie europee che abbiamo tenuto a pane e acqua per trent'anni.
E se un'industria rinasce, ci sono soldi da fare. Come ho detto la volta scorsa, c'è una congiunzione astrale favorevole: per la prima volta quello che dobbiamo fare coincide con quello che ci conviene.