DK10x15 - Sveglia, Europa
Oggi parliamo del fatto che l'Europa è in preda a una sindrome di Stoccolma da manuale. Se ci fosse da ridere direi con Fantozzi che è una sindrome di proporzioni mostruose, ma non c'è da ridere c'è da incazzarsi come delle bestie.
Qualche giorno fa il cancelliere tedesco Merz ha fatto una dichiarazione praticamente in ginocchio rivelandosi per il mollusco politico che è. Prima ha detto che "alcune parti" della nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale statunitense erano "inaccettabili dalla nostra prospettiva europea".
Dato per scontato che l'idea che gli USA si impegnino per il regime change in Europa dovrebbe essere inaccettabile, sarei curioso di sapere quali parti, esattamente, sono accettabili per Merz:
- l'idea che "l'emisfero occidentale", qualsiasi cosa significhi, debba essere una esclusiva zona di influenza USA? Cioè che gli USA, con meno di un terzo della popolazione, dovrebbero dettare legge agli altri due terzi? E come la mettiamo con l'autodeterminazione dei popoli?
- che l'espansione economica della Cina nelle Americhe debba essere contrastata? E come la mettiamo con la libera concorrenza?
Ma questi sono dettagli, perché dopo l'affermazione gratuita cattura titoli, Merz ha detto due cose. Ecco la prima :
"‘America first’ va bene, ma ‘America alone’ non può essere nel vostro interesse.
America First va bene?
Ora, una cazzata è una cazzata indipendentemente da chi la dice, credo che su questo possiamo essere d'accordo.
Quindi, prendiamo un salvinoide qualsiasi che blatera "prima gli italiani":
- di quali italiani parla? Perché, per esempio, Mahmood (il cantante) è italiano. Per nascita, quindi è italiano e basta, ma se proprio vogliamo seguire la cosiddetta logica dei salvinoidi possiamo dire che i due milioni di Mahmood sono italiani di seconda generazione. Poi ci sono persone nate all'estero ma naturalizzate italiane, e poi c'è gente che vive in italia da magari quarant'anni ma non ha mai richiesto la cittadinanza. Quindi, esattamente, "prima" chi?
- "prima" in che senso? Se ci sono due italiani come faccio a scegliere?
È facile vedere che pretendere di decidere chi deve avere precedenza senza entrare nel caso specifico è una cazzata che serve solo a nascondere il proprio razzismo e la propria colossale ignoranza.
Ma se "prima gli italiani" è una cazzata razzista, perché dovrebbe "andare bene" America First, signor Cancelliere?
Io, per dire, non sono affatto favorevole a che la Marina USA faccia i "pattugliamenti della libertà" nel Mar Cinese Meridionale. Dico, Mar Cinese Meridionale, cosa minchia ci fa la marina USA?
Quando nel 1962 l'Unione Sovietica cercò di piazzare missili nucleari a Cuba, a 140km dalle coste statunitensi, Kennedy portò il mondo sull'orlo del conflitto nucleare.
Però, la Russia dovrebbe accettare l'Ucraina nella NATO, che occorre ricordarlo è un'alleanza militare il cui solo scopo è opporsi alla Russia, e la Cina dovrebbe fare finta di niente quando gruppi da battaglia della Marina statunitense attraversano tutto il Pacifico per farsi un giro a qualche centinaio di km dalle coste cinesi.
Questo sarebbe il "rule-based order" che ci è sempre andato bene fino a che pensavamo che riguardasse solo russi, cinesi, sudamericani e in generale tutti tranne che noi. Ci illudevamo che ventimila soldati USA in Italia non fossero una guarnigione imperiale, ma "preziosi alleati".
Di Trump dicono che è scandalosamente transazionale. Ossia, è amico di chi fa qualcosa per lui, fino a che continua a farla.
Io preferisco vederla al contrario: Trump non è ipocrita.
Con lui l'America sta facendo esattamente quello che ha sempre fatto, e cioè comandare a destra e a sinistra, con una sola differenza: non finge più di farlo nell'interesse di qualcuno che non sia l'America di Trump.
E nonostante questo il leader di uno dei principali Paesi europei se ne esce non solo con "America First va bene", ma continua dicendo:
Avete bisogno di partner nel mondo, e uno di questi partner può essere l'Europa. E se non potete avvalervi dell'Europa, allora almeno fate della Germania il vostro partner", ha affermato Merz.
Quale mollusco politico, quale servo nato può concepire un'uscita del genere? A parte che questa è una trattativa da sdraiati come Troisi e Benigni che scrivono a Savonarola
"con la nostra faccia sotto i vostri piedi, senza nemmeno chiedervi di stare fermo"
ecco, a parte questo, un partner è un pari. L'Europa può essere un partner degli Stati Uniti.
La Germania, o l'Italia, o qualsiasi altro singolo Paese europeo, può al massimo essere uno Stato cliente. "Almeno fate della Germania il vostro partner" ma che, davero davero? Per favore favorino Trump sii buonino?
Siccome, appunto Trump sarà anche una merda ma non è ipocrita, ha subito pensato di ribadire chi è che comanda chiedendo alla Corte Penale Internazionale di rivedere il trattato di Roma che l'ha costituita per fare in modo che gli americani non possano essere perseguiti. Ora, due cose.
Uno, la Corte Penale Internazionale persegue reati contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio, non il furto con destrezza. Due, gli Stati Uniti il trattato di Roma non l'hanno mai firmato e non riconoscono la Corte Penale Internazionale. Però vogliono decidere come funziona.
Detto questo, gli americani si sono fatti già conoscere da decenni per avere preteso, da tutti i Paesi che gioiosamente ospitano le truppe imperiali, accordi bilaterali secondo i quali i militari USA possono essere perseguiti solo da una corte statunitense. La quale tradizionalmente gli dice "cattivi, non fatelo più" e al massimo li congeda con disonore.
È quello che è successo al pilota che volando a bassissima quota in un canalone ha tranciato il cavo della funivia del Cermis ammazzando i venti poveracci che trasportava.
D'altra parte, se lo fa Topgun, lui chi era, il figlio della serva?
Questi sono gli Stati Uniti che Trump non fa più nemmeno finta di nascondere. Loro ci difendono, anche se non è chiaro come e da chi, e noi dobbiamo pagare, ringraziare e soprattutto stare zitti.
Di fronte a questi Stati Uniti l'Europa non può continuare a essere nelle mani di molluschi come Merz, né di nevrotici che vogliono vincere la Guerra Fredda trent'anni dopo che è finita, come Kaja Kallas, ministro degli esteri dell'Unione, che dall'alto del rappresentare un Paese che ha gli abitanti di Milano arriva a dire in una riunione dell'OCSE che, nelle trattative per la pace in Ucraina:
"tutti hanno bisogno di garanzie di sicurezza, tranne la Russia".
Tantomeno un Paese europeo può essere in mano a degli azzerbinati come Meloni e Von der Leyen, sempre a sbavare per un briciolo di attenzione.
Se l'America di Trump vuole fare il bullo, la cosa peggiore è essere accondiscendenti. Come diceva Pertini, "a brigante, brigante e mezzo". America First? Benissimo, allora l'Europa revochi immediatamente tutta la legislazione anticirconvenzione che impedisce, per esempio, di creare un ad blocker per le app sul cellulare, di leggere i dati delle centraline elettroniche delle auto con apparecchi non indicati dal produttore, e che mette di fatto i compratori europei nelle mani dei venditori statunitensi che possono disabilitare qualunque prodotto, o servizio, con un clic. Citofonare Karim Khan presso la Corte Penale Internazionale.
Le misure anti-circonvenzione sono state approvate a inizio anni duemila sotto la nemmeno tanto velata minaccia del rappresentante USA per il commercio: approvatele per difendere la proprietà intellettuale americana, o rischiate sanzioni commerciali.
Quando si dice il caso, arriva Trump e le sanzioni arrivano lo stesso. Questo è quello che si ottiene quando si tratta con un bullo.
Quindi, visto che quell'altra mollusca bionda della Von der Leyen ha trattato sanzioni di "solo" il 15%, l'Europa ha tutto il diritto, in risposta, di revocare immediatamente tutte le leggi anticirconvenzione approvate per compiacere gli USA, e di avviare una massiccia campagna di interoperabilità antagonista: jailbreak su tutto, e sviluppo di alternative europee, a codice aperto, per garantire che l'uscita dal lock-in sia definitiva.
E al macero anche quella calata di brache del Digital Omnibus, il cui solo risultato sarebbe di indebolire le nostre leggi, togliere alle nostre industrie qualsiasi vantaggio competitivo e dichiarare che i dati degli europei sono liberamente sfruttabili dagli americani.
Io alla Commissione glielo direi pure cosa ci possono fare con il Digital Omnibus, ma poi loro crederebbero che mi esprimo in modo metaforico.
Altro punto, l'Europa negli ultimi quattro anni si è svenata per sostenere l'Ucraina, la più recente guerra per procura statunitense. Abbiamo rinunciato al nostro principale fornitore di gas e primo partner commerciale, la Russia, perché occorreva dimostrarsi fidati alleati. Beh, Trump ha capito che far crollare la Russia non è semplice come tutti pensavano, e che in fondo non gli interessa nememno tanto. Lui e Putin vanno d'accordissimo. E tutti e due vedrebbero di buon occhio un'Europa in mano ai singoli Paesi, ridotta a un nano economico.
A questo punto, a chi serve continuare a giocare a quelli più lealisti del Re? A cosa servono imbecilli, in uniforme e no, che cianciano di attacchi preventivi verso la Russia (Cavo Dragone) come ritorsione per la "guerra ibrida" che la Russia starebbe facendo a noi? O di essere pronti a "spazzare via Kaliningrad" (generale Gromadziński), o che blaterano di ritorno alla leva obbligatoria sognando eserciti di milioni? Ma qualcuno di questi deficienti il profilo demografico dell'Unione, lo ha mai visto?
Anche perché fino a prova contraria la sola azione di guerra, vera e non ibrida, contro l'Unione è stata la distruzione del nord Stream, un'infrastruttura costata miliardi, da parte degli ucraini. È inutile che mi parlano di sorvoli di droni come se avessero sganciato gas nervino su Amburgo, i droni sono al massimo spionaggio, il solo atto di guerra contro l'Unione lo hanno fatto gli ucraini.
I poveri ucraini di cui prima gli Stati Uniti hanno fomentato la russofobia fino alla soglia della guerra civile e di cui poi, quando Putin li ha invasi per ribadire che l'Ucraina nella NATO è come i missili a Cuba, i bravi alleati europei si sono accollati le spese militari.
Con soldi propri e armi acquistate dagli Stati Uniti, perché quando uno è astuto, è astuto.
E così mentre l'Europa paga il conto della guerra ucraina dissanguando la propria economia, Trump tratta in privato con Putin la resa di Zelensky. Perché usare l'Ucraina per indebolire la Russia a Trump va pure benissimo. Ma se il risultato è indebolire l'Europa, allora è d'accordo anche Putin.
Che senso ha per l'Europa continuare in una politica che gli stessi Stati Uniti non hanno più intenzione di continuare?
Lentamente si muovono i ghiacciai e altrettanto lentamente qualcuno in Europa sta iniziando ad aprire gli occhi.
Qualche giorno fa, il presidente della banca centrale olandese ha dichiarato che
il "ristretto numero di fornitori" che garantiscono servizi digitali a un gran numero di aziende finanziarie europee può rappresentare un "rischio da concentrazione".
Bravo, dieci anni in ritardo però adesso cammina svelto. Ma ogni passo è almeno un passo.
Lo scorso gennaio è diventato pienamente operativo il regolamento DORA sulla resilienza digitale del settore finanziario. Fra i vari obblighi, c'è quello di poter garantire la migrazione di emergenza da un fornitore cloud a un altro. In pratica, se Amazon web Services ha un qualsiasi problema, l'azienda finanziaria deve migrare i propri servizi verso un altro fornitore, e farlo in un tempo predefinito.
Alla luce della Strategia di Sicurezza Nazionale, è palese che questo non può voler dire poter migrare fra Amazon, Google e Azure, ma che occorre poter migrare verso fornitori europei.
E non basta. Gli Stati Uniti hanno apertamente dichiarato la propria ostilità all'Europa come soggetto politico, e Trump ha già dimostrato che i giganti del digitale sono soltanto il prolungamento della pressione politica.
Se gli Stati uniti rivendicano apertamente un ruolo imperiale, qualunque dipendenza strategica nei loro confronti è inaccettabile. Lo era anche prima, perché pensavamo che fossero imperialisti soltanto con gli altri.
Per esempio, c'è chi si è stupito per le nuove misure di controllo all'ingresso. Per ottenere il visto di ingresso occorrerà dichiarare i propri identificativi degli ultimi cinque anni sui vari social, che verranno esaminati alla ricerca di contenuti "antiamericani" (qualunque cosa questo significhi); occorrerà fornire nomi e recapiti di tutti i propri familiari, e probabilmente perfino depositare un campione di materiale genetico.
Qualche anima bella, come il direttore del Post, ha detto che non c'è da preoccuparsi perché in fondo si tratta "solo di condividere i propri identificativi online". Beata innocenza. Non c'è nessuno al Post che abbia accesso programmatico a un social qualsiasi e faccia vedere al buon direttore cosa si può fare "solo con il codice identificativo"? Poi magari al buon direttore gli ricordiamo le immortali parole del Generale Michael Hayden, ex direttore di CIA e NSA:
Noi coi metadati ci ammazziamo la gente.
Ovviamente l'analisi dei social per poter ottenere il visto è già in vigore dai tempi di Biden, ma all'epoca andava bene perché Biden non era Trump. Un mio amico, riguardo al recente inasprimento delle misure per il rilascio dei visti mi ha detto: "ma secondo te cosa hanno sempre fatto a chi chiedeva un visto da un paese africano?"
Ecco, se di tutto quello che Trump fa è naturale vergognarsi per lui, aver dovuto aspettare che gli USA ci trattassero come africani per capire come vengono trattati tutti "gli altri" da sempre, è qualcosa di cui dovremmo vergognarci noi. E questa vergogna deve essere una ragione in più per sganciarci dall'Impero e cominciare davvero a sostenere i "valori" che sembriamo tirare fuori solo quando ci conviene.