DK10x03 - Il futuro secondo Babbeo

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DK10x03 - Il futuro secondo Babbeo
Photo by Will Myers / Unsplash

È difficile mantenere la calma quando tutti intorno danno via di testa.

Uno si guarda attorno e, da un lato, c'è solo l'imbarazzo della scelta di tragedie insopportabili.
Dall'altro, c'è un tripudio di farse a ricordarci che la situazione è sempre più disperata, ma mai seria.

Non so, vogliamo parlare degli inglesi? Da una parte stanno facendo a gara con gli Stati Uniti per chi si mette per primo in camicia nera, e dal'altra accolgono Trump con la vaselina in mano e gioiscono di un accordo capestro che li rende di fatto una colonia tecnologica ancora più di quanto lo sia l'Unione.
Poi se volete documentarvi potete leggere di come la candidata a essere partner inglese di NVidia in questo mirabolante accordo e lo spinoff di una startup cripto, ma è roba per stomaci forti.

Se no vogliamo parlare dell'Europa, dove quasi la maggioranza dei Paesi dell'Unione è a favore di chatControl, una cosa che hanno solo in Cina, e dove la Germania cambia idea al riguardo ogni settimana e quindi alla votazione di ottobre questo regolament da nazisti dell'Illinois potrebbe ancora passare?

Vorrei condividere il mio sommesso giudizio dicendo che se uno è a favore di chatControl perché dobbiamo proteggere i picciriddi, allora:

  • o non capisce le conseguenze della tua scelta;
  • o è convinto che riguarderanno sempre solo gli altri, e mai lui, un po' come certi elettori di Trump.

E quindi delle due l'una: o è troppo ignorante, o è troppo stupido.

E guardate che non impedisco a nessuno di essere convinto che la Terra sia piatta, eh. Tutte le opinioni sono legittime; è solo che di alcune è doveroso vergognarsi.

Dell'Europa si potrebbe parlare all'infinito, ma poi si finisce a dire cose che Gesù piange.

Tipo che in Estonia il tribunale ha invalidato 80mila euro di multa del Garante Privacy a un'azienda che aveva implementato misure di sicurezza insufficienti, e che ovviamente era poi stata hackerata. Non solo, ma il tribunale ha pure annullato 5mila miseri euro di multa all'unico e solo componente del consiglio di amministrazione, che si era autonominato DPO senza, naturalmente, alcuna competenza in merito.

Ah, ovviamente l'azienda si occupa di test genetici, perché il data breach di 23andMe non ha insegnato niente a nessuno.

Uno vorrebbe consolarsi ridendo degli americani, ma come fai a perculare un Robert Kennedy junior che rimuove gli obblighi vaccinali quando a casa tua arriva un Salvini qualsiasi a proporre la stessa cosa?


Per fortuna qualcuno con cui tenere alto l'umore c'è sempre. Mark Zuckerberg, ex imperatore dell'universo, ora attivamente impegnato a sfidare Elon Musk per il posto di quello che ha sempre l'idea più scema.

Per qualche motivo, Zuck è ancora convinto di dover immaginare il futuro per tutti quanti, e soprattutto di averne le capacità.

Dopo il disastro della sua idea di social network e la fantastica sòla del metaverso, avremmo sperato che si riducesse a più miti consigli, ma fra i fringe benefit di essere miliardario ci sono evidentemente quello di credersi un genio, e quello di essere osannato dalla stampa qualsiasi scemenza ti esca di bocca.

La scemenza du jour si chiama Meta Ray-Ban Display. Si tratta di un paio di occhiali, non da vista, che costano solo 799 dollari,e metttevi subito in coda, che saranno disponibili dal 30 settembre negli Stati Uniti.

Questi occhiali ipertecnologici hanno un microscopico display che si sovrappone a parte del campo visivo dell'osservatore, e che può essere controllato con dei gesti della mano tramite un bracciale a tecnologia elettromiografica.

Dal punto di vista tecnologico è impressionante, ma si tratta di tecnologie già esistenti, solo non disponibili sul mercato consumer.

Guarda il video (YouTube) della demo disastrosa

E questo, secondo me, è il punto.

Partiamo come sempre dai fatti. Sono smart glasses. A differenza dei Google Glass e di tutti gli smart glass fino ad oggi, sembra che non facciano completamente schifo.

Con questo intendo che non fanno completamente schifo per chi li usa. Per chi invece viene fotografato, ripreso, registrato, identificato e doxxato a propria insaputa, invece, restano una pila di letame uscita dalla testa di un adolescente mai cresciuto, ma in compenso un po' opaco.

Ho resistito alla video presentazione di Victoria Song, una giornalista di The Verge esperta di smart glass, che ne è entusiasta. Trovate il video su youtube. Io personalmente, alla fine dei sette minuti e mezzo volevo lanciare il pc dalla finestra e colpirlo a mezz'aria con un lanciafiamme.

Stando a quanto ci riferisce l'entusiasta Victoria, con i Meta Ray-Ban Display si potrà:

  • navigare in rete,
  • seguire chat, incluso mandare messaggi,
  • fare chiamate e videochiamate,
  • avere i sottotitoli di ciò che dice la persona che stiamo guardando (e non chiunque altro che parla attorno),
  • catturare il testo che scriviamo con il dito su una superficie qualsiasi e usarlo per rispondere alle chat,
  • e ovviamente avere a nostra disposizione la meravigliosa AI di Meta per darci indicazioni in tempo reale se, come ci suggerisce Victoria, ci siamo persi in città o stiamo cucinando e non vogliamo tenere il libro di ricette aperto vicino a noi.

Riporto quello che ci dice la Song perché la demo di Zuckerberg al Meta Connect sullo stesso argomento è stata un fallimento completo, che il nostro ha commentato con un "eh, succede", e non l'ennesimo tentativo disastroso da parte di un monopolio di avere una qualsiasi rilevanza, culturale o tecnologica.

Ora, non so voi ma la lista di casi d'uso mi sembra il classico elenco di problemi vitali di un hipster maschio trentenne che vive con i genitori.

Una parte interessante della demo verte sul fatto che il display funziona in qualsiasi condizione di illuminazione perché le lenti sono fotocromatiche, e soprattutto che dall'esterno il display non è visibile. E anche il bracciale, che sostituisce la fastidiosa interfaccia vocale, cattura i movimenti della mano in qualsiasi posizione, lungo il corpo, in grembo, sotto il tavolo mentre sono seduto, perfino dietro la schiena.

Il che significa, come ci dice la Song senza il più piccolo segno di autocoscienza, che i meta Ray-Ban si possono usare senza che nessuno se ne accorga.

Poi, in un raro momento di presenza a se stessa, a un minuto e sette secondi del video la Song si lascia scappare ridendo un "vedremo cosa farà questa tecnologia alla società". Così, come fosse una battutella. Ah, che spiritosa.

Non aiuta che la Song concluda il pezzo su TheVerge che accompagna il video con un "per la prima volta vedo dei casi d'uso che voglio avere nella mia vita".

Non aiuta perché nell'anno del Signore 2025 una recensione tecnica da parte di una rivista e non da un house organ non dovrebbe essere separata da una valutazione critica.

Che mondo immagina Zucko, ammesso e non concesso che concepisca l'esistenza di persone che non sono lui stesso e i suoi compagni di merende?

Lo chiedo perché ci sono sempre più evidenze che questi riccastri mai cresciuti considerano il resto di noi come degli Untermenschen, proprio nel senso nazista del termine: meno che esseri umani, perché non solo spesso non condividiamo la loro visione di salvezza trascendente attraverso la tecnologia, ma anche perché non la meritiamo, quella salvezza. Leggete "More Everything Forever", leggete "The Empire of AI", leggete "Careless People" e poi ditemi che mi sbagli, se ci riuscite.

Dicevamo, che mondo immagina Zucko? Uno dove giri per la strada e chiunque con i suoi occhiali ti può doxxare; un mondo dove puoi prestare ancora meno attenzione alle persone che ti circondano e stare da solo in compagnia a farti i cavoli tuoi. Un mondo dove avere un libro di cucina per cucinare è considerato "un problema". Un mondo dove non devi nemmeno saper più leggere una cartina di Google Maps sul cellulare perché i tuoi occhiali ti indicano la strada.

La deriva infantilizzatrice della tecnologia non è ovviamente destinata a fermarsi: lo sviluppo intellettuale del pubblico deve essere abbassato al livello adolescenziale dei signori della tecnologia perché questi possano continuare a spacciare le loro idee stantie per "futuro".

Quello che mi preoccupa, però, è la stessa cosa alla quale perfino la Song fa un fugace riferimento.

La società che hanno in mente Zuck e gli altri adolescenti tardi del tech è un panopticon per tutti noi, e un florido mercato dei dati personali per loro.

Se questo genere di occhiali dovessero veramente prendere piede, non dubitate nemmeno per un istante che saranno proibiti in qualsiasi contesto in cui sono presenti riccastri, politici, e potenti vari.

Per via della sicurezza e della privacy, ovviamente. Le loro. Privacy e sicurezza per loro, e per noi una prigione di cristallo in cui chiunque può invadere impunemente quella che era la nostra sfera personale.

Se pensate che il problema del tracciamento in rete sia una cosa preoccupante, aspettate quando qualsiasi babbeo con gli occhiali di Meta potrà doxxarvi senza che ve ne accorgiate.

Perché occhio, non è un caso che la Song dia tanta importanza a un dettaglio completamente inutile come il fatto che il display non si veda dall'esterno. È una proposizione di vendita. Sono occhiali che ti trasformano in una spia! Puoi sorvegliare gli altri senza fartene accorgere!

È quello che è successo con gli Amazon Ring, ricordate? Tutti a metterli sulla porta per spiare i vicini, no cioè volevo dire per vedere chi è che bussa a sto convento co sta pioggia e co sto vento. E poi si scopre che i video vengono usati da Amazon e affiliati per determinare i tuoi movimenti, l'entità del tuo shopping, e ovviamente da forze dell'ordine assortite come rete di videosorveglianza in outsourcing.

A differenza dell'Amazon Ring, gli occhiali di Meta non stanno fermi ma seguono una persona tutta la giornata. Il che significa, catturano una intera giornata di eventi, incontri, conversazioni, non solo del portatore di occhiali ma di chiunque sia a portata del suo sguardo.

E non pensate nemmeno per un momento che Meta non raccolga tutti i dati. È quello che fa letteralmente da quando esiste. E quei dati verranno rivenduti, come sempre, esclusivamente a chiunque voglia pagarli.

Sono solo io a considerare tutto questo non solo come una violazione della mia privacy, ma come una aggressione bella e buona? Violazione della privacy è che tu mi inviti a cena e c'è un Alexa o un Echo. O lo fai sparire o me ne vado.

Ma questi occhiali, disegnati apposta per essere quasi indistinguibili da qualsiasi altro occhiale, sapendo che è un mio diritto non essere fotografato o ripreso senza il mio consenso? Questi presuppongono un intento malevolo. Io mi sento aggredito. E ti dò tre secondi per cacciarteli in tasca o te li tolgo a ceffoni.